Disfunzione erettile
Fonte : Uroandrologia Ricostruttiva Prof : Edoardo Austoni
Cosa si intende per Disfunzione Erettile?
Per disfunzione erettile (D.E.) si intende la ricorrente o persistente incapacitĂ di ottenere e/o mantenere un'erezione tale da consentire rapporti sessuali soddisfacenti.
E' un problema diffuso ?
La D.E. rappresenta una patologia di rilevante impatto sociale: si calcola che, in Italia, il 13% degli uomini, ossia circa 3 milioni, siano affetti almeno in parte da DE.

I dati emersi da studi condotti precedentemente negli Stati Uniti, che riguardavano la popolazione maschile compresa tra i 40 ed i 70 anni, erano risultati ancora piĂą allarmanti: la presenza di DE, dalle forme piĂą lievi a quelle piĂą severe, era stata rilevata in oltre il 50% dei casi

Quali sono le cause principali della D.E. ?
Se in passato la causa principale di questo disturbo veniva generalmente ricercata in ambito psichico, le ricerche di questi ultimi 20 anni hanno fatto comprendere come almeno il 70% dei casi di D.E. dipenda da cause (o con-cause) di carattere organico, cioè medico

All'origine di questi problemi organici, possono esserci diverse condizioni come l'obesitĂ , la vita sedentaria, il fumo di sigarette, l'eccesso di colesterolo nel sangue, il diabete, l'assunzione cronica di diversi medicinali o le conseguenze di molti interventi chirurgici.


E' importante sottolineare come talvolta, l'insorgenza improvvisa di D.E. possa costituire un campanello d'allarme per la salute generale dell'individuo:

si è visto infatti come essa possa anticipare, anche di anni, la manifestazione di gravi problemi cardio-circolatori, oppure possa rappresentare il primo segno di un diabete latente o di ipertensione arteriosa.

Quali esami sono necessari per diagnosticare la D.E. ?
Come per qualsiasi problema medico, è indispensabile anzitutto una raccolta approfondita dei sintomi e della storia clinica (anamnesi), particolarmente indirizzata alla individuazione di possibili fattori di rischio per la D.E. (abitudini di vita, uso di droghe, presenza di malattie croniche assunzione di farmaci, interventi chirurgici subiti) o di rilevanti componenti psicologiche o relazionali tali da richiedere una consulenza specialistica.
Per quanto riguarda la valutazione dei sintomi specifici, andrĂ posta particolare attenzione sulla quantificazione del disturbo (la D.E.) cercando di chiarirne la durata e la severitĂ (molto utili si rivelano a questo scopo i questionari specifici che sono stati validati a livello internazionale): sarĂ importante indagare la presenza o meno di erezioni spontanee al risveglio, un eventuale calo del desiderio, la insorgenza di una eiaculazione precoce.

Successivamente, un accurato esame fisico specialistico indirizzato sull'apparato uro-genitale, endocrino, vascolare e neurologico permetterĂ di rivelare l'eventuale esistenza di alterazioni genitali, congenite o acquisite, di problemi ormonali, neurologici o di patologie prostatiche.
E' molto importante, da parte dello Specialista, instaurare sin dall'inizio una buona comunicazione con il Paziente spiegando dettagliatamente i successivi passi diagnostici e le eventuali possibilità terapeutiche, confrontandosi con le aspettative del paziente e della partner. Il coinvolgimento della partner è senz'altro auspicabile (la D.E. incide inevitabilmente sull'armonia di coppia). La corretta informazione risulta una componente essenziale nel trattamento della D.E.
Lo Specialista saprĂ a questo punto indirizzare il paziente verso le indagini diagnostiche ritenute piĂą opportune per il caso specifico.
Attualmente, viene considerata indispensabile l'esecuzione dei seguenti esami di laboratorio:
• testosterone, totale e libero
• prolattina
• glicemia
• trigliceridi
• colesterolo
• PSA plasmatico (nei pazienti di età superiore ai 50 anni)
Questi esami sono utili per individuare eventuali alterazioni endocrinologiche o metaboliche possibile causa di DE.
I risultati di queste indagini, unitamente alle informazioni ottenute da una corretta anamnesi e da uno scrupoloso esame fisico, consentono in molti casi allo Specialista di orientarsi verso una diagnosi di massima circa le cause della D.E., così da poter iniziare il percorso terapeutico più indicato.
Esistono però numerose condizioni o categorie di pazienti che necessitano ulteriori e approfondimenti diagnostici, in particolare:
• Pazienti affetti da D.E. primaria, in assenza di evidenti patologie correlate
• Pazienti giovani che abbiano subito traumi del bacino o del perineo
• Pazienti che richiedano specificatamente ulteriori indagini diagnostiche
• Aspetti di carattere medico-legale
Tra i tests specialistici strumentali necessari per approfondire il percorso diagnostico, possiamo distinguere almeno tre diversi livelli.
Al primo livello, vanno segnalati:
• la penimetria notturna computerizzata (NPTr-test), che consiste nella registrazione degli episodi di erezione spontanea che sempre si verificano durante il sonno, nel soggetto sano. Questo esame risulta molto utile per una iniziale discriminazione tra prevalenti cause psichiche od organiche alla base della D.E.



• l' Eco-color-Doppler dinamico del pene, indicato per la valutazione della integrità vascolare del pene.


Si tratta di uno studio dinamico, ossia funzionale, eseguito in condizioni di base e dopo stimolazione con farmaci vaso-attivi iniettati all'interno del pene, con lo scopo di studiare l'afflusso ed il deflusso del sangue in condizione di erezione indotta farmacologicamente (LINK 14-14A-14B- 14C ) .





I piĂą recenti strumenti Eco-Doppler consentono, con la funzione Power di evidenziare anche le piĂą fini diramazioni arteriose all'interno dei corpi cavernosi, rivelando le patologie vascolari al loro esordio.

Esistono poi esami strumentali di secondo livello, che vengono eseguiti in Centri di alta specializzazione e che sono indicati in casi selezionati. Tra questi:
• la cavernosometria/grafia dinamica (LINK 15-16-17-18) che permette di studiare l'integrità dei meccanismi di intrappolamento del sangue all'interno del pene, durante l'erezione e di individuare la presenza di eventuali anomale vie di scarico




• il test di risposta alla farmaco-stimolazione intracavernosa consiste nella valutazione della risposta erettiva del paziente dopo iniezione intracavernosa (cioè nel pene) di un farmaco vaso-attivo a dosaggio standardizzato (PGE1 10 mcg o papaverina 20 mg).

Si tratta di un test rapido e poco costoso in quanto la qualità della risposta viene valutata dallo Specialista con l'osservazione e la palpazione. Attualmente , nei Centri di alta specializzazione Andrologica, questo esame viene eseguito in associazione alla registrazione computerizzata real-time (RigiScanFIC-test): ciò consente una oggettivazione del risultato e un possibile confronto con altre indagini.

• lo studio neurologico del riflesso bulbo-cavernoso che fornisce informazioni indirette ma di grande utilità quando esista il sospetto di una componente neurologica alla base della D.E.


• la registrazione computerizzata della risposta erettile ad un adeguato stimolo erotico visivo (RigiScanVSS) eseguito in condizioni basali o dopo somministrazione orale di farmaci pro-erettili: i risultati verranno confrontati tra loro e con quelli dell'esame notturno (NPT test) e consentiranno allo Specialista di trarre importanti deduzioni diagnostiche ed al contempo valutare l'efficacia di una eventuale terapia orale.

• il test con apparecchio Vacuum: si tratta di uno strumento meccanico, molto più diffuso negli Stati Uniti che in Europa: creando un vuoto pneumatico intorno al pene, esso determina un afflusso passivo di sangue e conseguentemente una distensione progressiva del pene fino all' erezione completa.

• il test di latenza eiaculatoria con vibrostimolazione che permette di verificare la presenza di disturbi a livello sensitivo periferico e di quantificare l'entità di una riferita eiaculazione precoce.

Se infine il Paziente risulta candidato ad un intervento chirurgico, ad esempio un soggetto giovane che abbia subito un trauma del bacino oppure nei casi di fibrosi acquisita del pene, possono essere indicati particolari esami di terzo livello:
• arteriografia digitale selettiva ipogastrico-cavernosa che, attraverso l'introduzione nell'albero arterioso di mezzo di contrasto radiologico permette di ottenere delle immagini molto dettagliate dei piccoli rami arteriosi che portando il sangue al pene ne consentono l'erezione

• Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) dinamica del pene che rappresenta la metodica di imaging più apprezzata sia dal chirurgo sia dal paziente per la chiarezza anatomica delle immagine che sono di grande aiuto in fase pre-operatoria.

• Angio-RMN con Gadolinio: si tratta di una metodica recente e molto raffinata che sintetizzando le informazioni offerte dalle due precedenti (arteriografia cavernosa e RMN dinamica del pene) permette di ottenere quadri anatomici e funzionali impensabili fino a pochi anni orsono.

Nel Centro di Uroandrologia ricostruttiva Urolab Della C. di C. del Policlinico
questi esami vengono eseguiti con indicazioni selettive e mirate:
E' bene sottolineare come l'approccio diagnostico-terapeutico del Paziente affetto da D.E. spesso richieda una collaborazione multidisciplinare, che vedrĂ lo Specialista Andrologo avvalersi, nei casi indicati, della consulenza dello psico-Sessuologo, dell'Endocrinologo, del Cardiologo, del Neurologo, o di qualsiasi altro Specialista le cui specifiche competenze si siano rese necessarie nel progredire dell' iter diagnostico.
In particolare, da alcuni anni, due Psicologhe-Psicoterapeute collaborano continuativamente con il CENTRO  e con l'ambulatorio di Andrologia: grazie a questa multidisciplinarietà , il soggetto affetto da disturbi dell'erezione può avvalersi di un approccio realmente omnicomprensivo che non trascuri alcun aspetto, sia esso psicologico od organico, quasi sempre coesistenti in questa popolazione di Pazienti.
Quali possibilitĂ di cura esistono oggi per la D.E. ?
La prima e più importante forma di trattamento per un Paziente affetto da disturbi dell'erezione è quella di individuare e possibilmente modificare o rimuovere tutte le condizioni a rischio per la salute sessuale, siano esse rappresentate da errate abitudini di vita (eccessiva sedentarietà , stress cronico, fumo di sigaretta, ecc.) oppure eccessi alimentari (obesità , abuso di alcolici) o infine assunzioni di droghe o di medicinali che comportino effetti collaterali deprimenti la funzione erettile.

E' evidente che nei casi ove possa essere individuata una patologia sottostante possibile causa di insorgenza di D.E. (il Diabete, l' Ipertensione arteriosa, l' ipercolesterolemia ecc.), il corretto approccio terapeutico sarĂ quello di correggere o curare tale malattia fino ad ottenerne un soddisfacente compenso.
Purtroppo, nella maggioranza dei casi, non risulta possibile riconoscere una sicura causa di D.E., così lo Specialista è costretto a proporre una terapia “sintomatica” cioè una soluzione palliativa che corregga il “sintomo” D.E. senza poter assicurare al Paziente una futura ripresa naturale della funzione erettiva.
Come nel caso degli esami diagnostici, anche per le diverse terapie della D.E., possiamo distinguere livelli diversi, che si differenziano per la progressiva maggiore invasivitĂ :

Trattamenti di 1° livello:

• farmaci per uso orale (ad azione centrale o periferica)


• terapia psicosessuologica (educazione sessuale)

• terapia ormonale transdermica (nei casi di dimostrata carenza di ormoni sessuali)
• uso dell'apparecchio Vacuum
• interventi chirurgici con rivascolarizzazione (by-pass) del pene (riservato a casi molto selezionati come i giovani che hanno subito dei traumi del bacino o del perineo)
Trattamenti di 2° livello:

• farmaci per uso intracavernoso (cioè iniettati nel pene)

• farmaci ad uso topico (somministrati per assorbimento attraverso la cute o introdotti nel canale uretrale)
Trattamenti di 3° livello :

• intervento chirurgico con impianto di protesi peniene
Vediamo ora in dettaglio queste diverse possibilitĂ di trattamento della disfunzione erettile
Trattamenti di 1° livello
Recenti progressi in campo farmacologico hanno comportato una sorta di rivoluzione nel trattamento sintomatico della D.E.

Inibitori Selettivi delle Fosfodiesterasi di tipo 5
Nel corso degli anni '90 è stata scoperta una famiglia di farmaci che somministrati per bocca, consentono un trattamento veramente efficace di quasi tutte le forme di D.E.: si tratta degli Inibitori Selettivi delle Fosfodiesterasi di tipo 5 .
L'azione di tutti questi farmaci si esplica a livello periferico (cioè direttamente nel pene) e consiste nel migliorare l'afflusso e l'intrappolamento del sangue all'interno dei corpi cavernosi (le strutture erettili del pene), e determinando una migliore qualità dell'erezione.

L'aspetto terapeutico di grande interesse che queste molecole presentano, consiste, oltre che nell'indubbia efficacia, nel fatto che esse agiscono solo in presenza di un adeguato stimolo sessuale: ciò si traduce in una ottima accettazione da parte del paziente e della partner.
Il più conosciuto e capostipite di questi medicinali è il Sildenafil (noto a tutti come Viagra) ma più recentemente esso è stato affiancato da altre due molecole: Tadalafil (nome commerciale Cialis) e Vardenafil (nome commerciale Levitra oppure Vivanza).

Queste pillole vanno assunte “al bisogno” ossia circa 40 minuti prima di accingersi ad un rapporto sessuale ed il loro effetto si esaurisce nelle successive 4 ore circa.

Da questo punto di vista, si distingue Tadalafil (Cialis) la cui efficacia si protrae per oltre 24 ore.

L'efficacia di questa categoria di farmaci è molto buona: circa il 70% di tutti gli uomini affetti da D.E. di ogni grado, risponde positivamente agli Inibitori selettivi delle Fosfodiesterasi di tipo 5. Le categorie di pazienti che non ottengono beneficio dalla loro assunzione sono sostanzialmente quelli classificabili come “organici severi”, in particolare i soggetti con gravi disturbi vascolari oppure i pazienti sottoposti ad interventi chirurgici demolitivi (in genere necessari per asportare un tumore) che hanno comportato l'interruzione dei circuiti nervosi necessari ad innescare l'erezione (asportazione della vescica o del retto, asportazione allargata della prostata).
Questi farmaci sono ben tollerati, essendo gli effetti collaterali generalmente di lieve entitĂ ed autoriducentisi con il tempo. Essi consistono in:
• cefalee
• rossori al viso con vampate di calore
• dolori muscolari
• disturbi gastrointestinali
• lieve ipersensibilità visiva
Nell'esperienza dell'Ambulatorio di Andrologia dell'Ospedale San Giuseppe, solo una minima parte (inferiore al 10%) dei soggetti in trattamento con questa categoria di farmaci, accusa effetti collaterali di tale entitĂ da interromperne l'assunzione.
Purtroppo, nonostante l'enorme successo che questi farmaci stanno riscuotendo in ogni parte del mondo, esistono gruppi di pazienti che non possono farne uso:

• coloro che fanno uso di Nitroderivati (in genere sotto forma di cerotti, per il trattamento sintomatico degli spasmi coronarici)
• pazienti che hanno recentemente subito un infarto cardiaco o che hanno valori instabili della pressione arteriosa
• pazienti affetti da retinite pigmentosa (una malattia congenita degli occhi determinata dalla carenza di un particolare enzima)
Apomorfina
Come detto i farmaci inibitori delle PDE5 svolgono la loro azione a livello periferico, genitale.
Esistono però anche farmaci ad azione centrale, che agiscono sui centri regolatori della funzione sessuale, situati a livello cerebrale.
Il più specifico di questi farmaci è l' Apomorfina e, sebbene la sua efficacacia non sia paragonabile a quella dei farmaci ad azione periferica, questa molecola conserva un proprio spazio terapeutico (ad esempio è indicata nei pazienti giovani con D.E. organica di grado lieve ed importante componente psicologica, oppure in coloro che non possono assumere gli Inibitori delle PDE5).


Nel caso di Apomorfina (nomi commerciali: Ixense, Uprima, Taluvian) l'assunzione deve avvenire per via sub-linguale cioè la compressa deve essere lasciata sciogliere lentamente (senza quindi succhiarla od inghiottirla): occorrono in genere dai 5 ai 10 minuti. Una volta disciolta, l'azione farmacologia si manifesta entro 20 minuti circa ma, come per gli Inibitori delle PDE5, necessita di un adeguato stimolo sessuale.


L'efficacia di Apomorfina, come detto, è certamente inferiore a quella dei farmaci ad azione periferica ma sé sufficiente a migliorare la qualità dell'erezione in circa il 40% dei soggetti con problemi di erezione.

Uno dei vantaggi offerti da questo farmaco è rappresentato dall'ottima tollerabilità e dalla bassa probabilità di effetti collaterali.

Terapia ormonale
Nell'ambito degli interventi di 1° livello viene compresa la terapia ormonale che in realtà andrebbe considerata a parte.
L'indicazione alla somministrazione di testosterone (l'ormone sessuale maschile) va infatti riservata ai casi di comprovata carenza di questo ormone nel sangue (questa condizione si chiama ipogonadismo).
Va però considerato che esiste un declino fisiologico del testosterone legato al'età , tanto che si calcola che circa un quarto degli uomini di età superiore ai 60 anni presenti un ipogonadismo lieve o moderato.

Così, in questi ultimi anni si è venuto diffondendo tra gli Specialisti un particolare interesse verso questa categoria di soggetti in età matura (oltre i 60 anni) nei quali può riconoscersi la presenza di un insieme di sintomi e di segni fisici e di laboratorio (cioè quello che si definisce una sindrome) definita ADAM, cioè “carenza di androgeni in età matura”.

I sintomi principali di questa sindrome consistono in una diminuizione del desiderio sessuale, dell'erezione, della massa e della forza muscolare, nella rarefazione dei peli, in una certa instabilitĂ dell'umore con una tendenza alla irritabilitĂ e alla depressione e diminuizione della memoria.

Quando a questo corollario di sintomi e segni si associa l'evidenza di una carenza di testosterone negli esami di laboratorio, è proponibile la terapia a base di Testosterone, la cui somministrazione più attuale è rappresentata dalla formulazione in gel.
Nei casi indicati, l' applicazione quotidiana sulla cute delle spalle o dell'addome di gel al testosterone (contenuto in apposite bustine) ripristina in breve tempo il normale livello di questo ormone nel sangue, correggendo così gran parte dei disturbi correlati tra cui le difficoltà sessuali.




I possibili effetti collaterali legati alla somministrazione di testosterone (ritenzione urinaria, turgore delle mammelle) sono in genere assenti o assai ben tollerati se si rispettano i dosaggi previsti. In passato era stato enfatizzato un aspetto particolare legato alla terapia ormonale nell'uomo maturo: il rischio di slatentizzare un eventuale tumore prostatico silente.

Gli studi clinici internazionali fino ad oggi effettuati sembrano aver molto ridimensionato questa preoccupazione.

Apparecchio Vacuum
Si tratta di una soluzione terapeutica poco diffusa nei paesi Europei, mentre negli Stati Uniti risulta meglio accettata.
Il pene viene introdotto in un tubo di materiale plastico in grado, attraverso un meccanismo manuale o a batteria, di creare un vuoto pneumatico: in tal modeo si determina un afflusso passivo di sangue all'interno del pene che si distende progressivamente fino all' erezione completa.


Questa, una volta rimosso il Vacuum, viene mantenuta per il tempo necessario al rap-porto da appositi anelli di gomma apllicati alla radice del pene.


E' comprensibile come questa soluzione terapeutica sia proponibile prevalentemente a coppie stabili, di etĂ avanzata, che richiedano la possibilitĂ di mantenere rapporti penetrativi saltuari e nelle quali il partner maschile non desideri o non possa assumere farmaci.
Il Vacuum, grazie alla sua azione pneumatica, risulta uno strento sicuro ed efficace nel produrre l'erezione praticamente in ogni paziente affetto da DE, indipendentemente dalle diverse cause.
I possibili effetti collaterali sono scarsi e consistono in intorpidimenti locali temporanei o, in rari casi, la comparsa di qualche piccola petecchia locale (piccole emorragie sottocutanee) che si risolvono in pochi giorni.
Le uniche controindicazione all'uso di apparecchi Vacuum sono i disturbi emorragici (difetti di coagulazione del sangue).
Gli interventi di rivascolarizzazione del pene
Fanno parte delle possibilità terapeutiche di prima scelta per la cura della D.E., anche gli interventi chirurgici di rivascolarizzazione, cioè dei by-pass arteriosi che ripristinano l'afflusso di sangue al pene.
Qui' schematizzato il by pass microchirurgico Epigastro-cavernoso diretto proposto dal Prof.Austoni nel 1996 come variante della tecnica t.t. proposta da MICHAL:

Si tratta ovviamente di interventi super specialistici che vanno eseguiti in Centri di eccellenza che posseggano una esperienza specifica.

I candidati a questo tipo di operazione sono solo i Pazienti giovani (di età inferiore ai 50 anni), non fumatori né diabetici, che abbiano subito un trauma al bacino o al perineo (la regione compresa tra i testicoli e l'ano) che abbia lesionato una o entrambe le arterie che assicurano il normale afflusso di sangue al pene.

La tecnica di DOPPIA RIVASCOLARIZZAZIONE EPIGASTRODORSALE E   SEC.AUSTONI VIENE UTILIZZATA NELLE FORME DI DEFICT ERETTILE SEVERO .
Trattamenti di 2° livello
Comprendono sostanzialmente le iniezioni intracavernose di sostanze vaso-attive. I corpi cavernosi sono le strutture funzionali erettili del pene che vengono facilmente raggiunti utilizzando aghi corti e sottili (come quelli per l'insulina) ed iniettando la parete laterale del pene. Il Paziente viene istruito all'uso corretto del farmaco dallo Specialista e, generalmente, 3 sedute ambulatoriali sono sufficienti ad individuare la dose di farmaco adatta allo specifico caso e a rendere il Paziente autonomo per iniziare la terapia domiciliare.


L' introduzione sul mercato di farmaci orali efficaci nel trattare la D.E. ha certamente ridotto l'indicazione a questo tipo di trattamento che, fino ad anni recenti, era molto diffuso in tutto il mondo.
Resta comunque una soluzione molto efficace (risposta completa in oltre l'80% dei pazienti) e risulta indicata in quella percentuale di Pazienti affetti da D.E. che non possono beneficiare della terapia orale, o perché a Loro preclusa (cardiopatici che assumono nitrati, infartuati recenti) o perchè risultati non-responsivi (circa il 30%).

I farmaci vaso-attivi iniettati direttamente all'interno del pene, producono una erezione indipendentemente dallo stimolo sessuale e ciò rende questo tipo di trattamento la prima scelta per i soggetti cui sono stati lesionati i circuiti nervosi che conducono l'impulso all'erezione (ad esempio i pazienti che hanno subito interventi chirurgici con asportazione del retto o della vescica per tumori).
Gli effetti collaterali sono rappresentati dalla possibile insorgenza di erezioni prolungate, che non recedono spontaneamente anche dopo alcune ore (questo stato patologico si definisce Priapismo) e che richiede un trattamento specifico ospedaliero.
Trattamenti di 3° livello
Comprendono gli interventi chirurgici per la cura della D.E. e, attualmente, si limitano sostanzialmente all'impianto di protesi peniene.
Questo intervento è stato proposto oltre 30 anni fa ed oggi nel mondo decine di migliaia di uomini sono portatori di questo presidio.
L' impianto protesico ha sempre rappresentato “l'ultima soluzione” per il paziente affetto da disturbi dell'erezione ma al tempo stesso è l'unica soluzione efficace al 100% in qualunque caso di D.E.
L'evoluzione tecnologica ha comportato grandi progressi nei materiali e l'esperienza acquisita con migliaia di interventi eseguiti in tutto il mondo fanno sì che le complicanze siano attualmente molto limitate, e si presentano in meno del 10 % dei casi. Il grado di soddisfazione dei pazienti che hanno subito l'intervento è in genere molto elevato.
Esistono differenti tipi di protesi peniene, distinte in due categorie principali:

• idrauliche
• non idrauliche
Tra le prime (idrauliche) si distinguono poi i modelli:
• bicomponenti
• tricomponenti


In entrambi i casi vi sono dei cilindri di materiale speciale, cavi, che vengono posti all'interno dei corpi cavernosi del pene e che sono a loro volta collegati attraverso dei tubicini ad un serbatoio che contiene dell'acqua sterile e che si trova nel bacino, vicino alla vescica (nel caso dei modelli tri-componenti) o viene allocato nello scroto, tra i testicoli (nel caso dei modelli bi-componenti).
L'acqua sterile viene trasferita dal serbatoio ai cilindri (che in tal modo si gonfiano divenendo rigidi e garantendo una perfetta erezione del pene) attraverso la manipolazione di una polpetta che si trova nello scroto tra i testicoli (e che nel caso dei modelli bi-componenti forma un corpo unico con il serbatoio).
Le protesi idrauliche sono le piĂą indicate per i pazienti affetti da una D.E. completa e che desiderino conservare un aspetto normale del pene a riposo.
Il limite principale di queste protesi è rappresentato dal costo elevato (circa 7000 euro per le tricomponenti, 4000 per le bicomponenti) e dalla necessità di una seppur minima destrezza manuale necessaria per l'attivazione e la disattivazione dei cilindri. Il risultato estetico e funzionale è però garantito.
Le protesi non idrauliche consistono in una coppia di cilindri di vario materiale, che, a seconda della loro consistenza e diversa rigiditĂ possono distinguersi in:
• malleabili
• soffici (Subrini-Austoni)
Mentre le prime, di maggiore consistenza, offrono uno scarso comfort al paziente poiché conferiscono una sorta di rigidità permanente al pene, che non si modifica in caso di stimolo sessuale, i modelli “soffici” sono composti da silicone morbido, che consente al pene, seppur disteso, di assumere a riposo una posizione più naturale.

Il vantaggio principale offerto da questo tipo di impianto risiede nella possibilitĂ di conservare una quota di erezione naturale che si manifesta dopo stimolo sessuale e che permette al pene di svilupparsi attorno alle protesi, aumentando il proprio diametro.

da AUSTONIÂ e coll.
Gli impianti protesici penieni sia idraulici, sia di tipo soffice, rappresentano. la soluzione finale a molti problemi di disfunzione erettile grave. |