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L'idea di fare questo sito mi è venuta perché proprio quest'anno ricorre il 50° anniversario della chiusura delle “case di tolleranza” (Legge Merlin del 20 settembre 1958) e proprio a 50 anni di distanza ovvero lo scorso 11 settembre è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge contenente le "Misure contro la prostituzione" messo a punto dal Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna con la collaborazione del Ministro dell'Interno Roberto Maroni e del ministro della Giustizia Angelino Alfano.

Il tema della cosiddetta “legalizzazione” della prostituzione ovvero la questione inerente l’opportunità, la convenienza o per così dire la giusta riapertura di quelle che un tempo venivano chiamate “Case Chiuse” è un argomento sulla bocca di tutti; tutti ne parlano, molti la condividono ma nessuno concretamente ha fatto qualcosa per risolvere definitivamente questo problema.

La mia idea è stata quella di aprire questo sito che contiene, tra le altre cose, la possibilità di confrontarsi e dire la propria opinione su questo argomento.

Personalmente sono dell'opinione che tutti quanti noi stiamo vivendo nell'ipocrisia più totale: il problema viene vissuto, come prima dicevo, almeno a parole da tutti ma al tempo stesso nessuno fa niente o, ancor meglio, tutti sono convinti di non poter fare nulla a riguardo. Non è così perché non possiamo più nasconderci dietro un dito e continuare a mettere la testa sotto la sabbia, ma dobbiamo trovare una soluzione e per fare questo dobbiamo parlare a chiare lettere e confrontarci al fine di trovare delle vere proposte risolutive.

Con questo sito vorrei riuscire a formare un gruppo unito e solido per far sì che, in un modo o nell’altro, affrontando di petto la questione, possa emergere realmente quello che la maggior parte delle persone vuole.

L’impresa è dura e difficile ma non dobbiamo abbatterci perché, se da un lato potrà sembrare difficile poter portare all’attenzione dei media e, soprattutto, della classe politica il problema, ci basti pensare che sono in molti a brancolare nel buio tanto che nemmeno il Ministro delle Pari Opportunità sembra avere le idee molto chiare; alla domanda posta da una giornalista al Ministro nella quale si poneva il seguente quesito "…il disegno di legge fa diventare reato la prostituzione in strada, mentre quella in appartamento?" la Sig.ra Carfagna rispondeva titubante replicando che la prostituzione in appartamento “non è legale ma non è reato....”

Secondo un'indagine condotta dalla Commissione Affari Sociali della Camera nel 2002, si stimava che ci fossero tra le 50mila e le 70 mila prostitute in attività sulla strada, di cui una buona fetta di queste era minorenne e, sempre tra queste, tra le 15mila e le 20mila erano straniere (all’interno di questa cifra si stimava inoltre che circa il 10% era vittima del racket e costretta a tale mestiere poiché vittime di minacce dirette o con ritorsioni a figli e parenti rimasti in patria).

Tra i 5000 (cinquemila) ed i 7000 €uro (settimila euro) sembrerebbe essere ciò che mensilmente una prostituta rende al suo sfruttatore; inoltre sono state circa 17 le prostitute uccise nel 2002, dato quest’ultimo che si ripete più o meno ogni anno. Non dimentichiamo inoltre che maniaci e delinquenti di ogni genere trovano terreno fertile una volta appartati con le prostitute, consapevoli di essere la parte forte e soprattutto sicuri di non essere visti da nessuno.

Questi sono solo dati ufficiali ma quante sono le ragazze clandestine morte che vengono poi fatte sparire nel nulla dal racket? Questo ci è ignoto e forse mai verremo a conoscenza dei numeri legati al torbido mondo della clandestinità.

E quante sono le clandestine (e perché no anche le “regolari”) che subiscono violenza, che vengono picchiate e derubate sia dai clienti che dagli stessi sfruttatori, ragazze che mai potranno sporgere denuncia per paura di ulteriori violenze e ritorsioni?

Oltre a tutto questo non si contano tutte le ragazze che subiscono violenza, vengono picchiate e derubate, sia dai clienti che dagli stessi sfruttatori, a cui non sporgeranno mai denuncia per paura di ritorsioni.

In Italia si stima che i clienti delle prostitute siano circa 9 milioni ogni anno e, dato che ritengo sconcertante, è che  l'80% di questi clienti chiede alle prostitute di non usare il preservativo (si calcola che il 12% delle prostitute sia sieropositivo).

Penso che queste piccole e semplici riflessioni corredate da alcuni freddi numeri dovrebbero non solo farci rabbrividire ma …. dovrebbero spingerci a fare qualcosa di più.

Mi soffermo a questo punto sui seguenti punti:

  • è accertato che molte prostitute acconsentono a fare sesso senza preservativo solo per qualche decina di €uro in più(senza contare quelle che vengono violentate sia dal cliente che dagli sfruttatori);
  • molto spesso la maggior parte di ragazze hanno un basso livello di cultura ed il più delle volte non sono consapevoli dei rischi reali (epatite, Aids, etc..) ai quali possono incorrere con rapporti non protetti;
  • i clienti ritornano a casa e, nel corso del normale rapporto di coppia, mettono a repentaglio la salute di ignare mogli o compagne, esponendole all’inconsapevole rischio di infezioni e malattie.

A mio parere queste cose si potrebbero sistemare semplicemente regolarizzando il mercato del sesso:

  • le prostitute, esclusivamente maggiorenni, dovrebbero essere iscritte ad un apposito registro (simile all’albo per capirci), pagherebbero le tasse ed avrebbero diritto a previdenza sanitaria e pensione;
  • dovrebbero essere obbligate, sia nel caso idi lavoro per così dire “in proprio” o in case comuni, a sostenere delle visite mediche ed esami sangue (per verifica HIV, ecc.) periodici, condizione necessaria per poter continuare ad esercitare la professione;
  • dovrebbero essere obbligate a frequentare dei corsi informativi sui rischi delle malattie a trasmissione sessuale.

Tutto questo, secondo me, aiuterebbe molto a ridurre la trasmissione di malattie infettive, in quanto chi eserciterà questa professione non correrebbe mai il rischio di fare del sesso non protetto, consapevole del rischio per la propria salute ed in ogni caso soggetta come le altre “professioniste” ad una vera e propria regolamentazione generale della “professione”.

Altro dato da non sottovalutare è il giro d'affari che genera il mercato del sesso a pagamento e per meglio capire questa mia provocazione proviamo a fare due semplici conticini:

- in Germania, dove è stata regolarizzata la prostituzione dal 1° gennaio del 2002, ci sono 400.000 (quattrocentomila) prostitute con tutte le garanzie assicurative inerenti malattia e pensione;

- in Italia, nel caso in cui fossero regolarizzate 200.000 (duecentomila),professioniste del sesso, calcolando un fatturato di circa 5.000 €uro mensili ciascuna, si raggiungerebbe il considerevole gettito mensile pari a circa 1.000.000.000 di €uro (un miliardo di euro) di fatturato mensile ovvero circa 2.000.000.000.000 (duemila miliardi) di vecchie £ire; il tutto significherebbe la bellezza di una finanziaria ben corposa ovvero circa 12.000.000.000 di €uro (dodici miliardi di €uro) ovvero circa 24.000.000.000.000 di vecchie £ire (ventiquattromila miliardi);

- - essendo buoni potremmo applicare una tassazione fissa di tipo forfettario pari al 20% con un gettito pari a circa 2.400.000.000 di €uro (duemiliardiquattrocentomilioni di €uro) annui, senza contare l'IVA.

Lascio alla fantasia di ognuno di voi cercare di capire come potrebbero essere utilizzati questi soldi (Sanità, Scuola, Infrastrutture, ecc.) ma voglio soltanto sottolineare il fatto che sicuramente non andrebbero nelle mani della malavita come avviene in questo momento.

Concludendo la mia riflessione ritengo che la legge "Carfagna" sia giustissima se la si vuole leggere come un’accelerazione per eliminare dalle strade e dai luoghi di pubblico dominio la prostituzione ( a tal proposito si potrebbero inasprire ancor di più le pene sia ai clienti che alle prostitute) ma non scordiamoci che stiamo parlando del più vecchio mestiere che esista al mondo. Invece che tentare inutilmente di farlo sparire non converrebbe un po’ a tutti regolarizzarlo?

Una cosa simile accadde 50 anni fa quando venne approvato il decreto legge per la chiusura delle "case chiuse", ricordiamo però che a quel tempo effettivamente molte ragazze erano ridotte come schiave dentro le case di tolleranza e costrette a subire anche 30-40 rapporti al giorno con qualsiasi persona entrasse. Ogni 15 giorni venivano costrette a cambiare casa in maniera che i clienti potessero trovare sempre ragazze nuove. Alla fine dell’esercizio della “mestiere”, erano però schedate a vita con conseguenti enormi difficoltà per ottenere qualsiasi tipo di licenza ( bar, ristorante, affittacamere, etc) o per poter intraprendere qualsiasi tipo di attività in proprio, perché gli organi di Pubblica Sicurezza dell'epoca normalmente non permettevano ad ex prostitute simili attività, ghettizzando ancor più le ragazze che, una volta uscite dal giro volevano costruirsi un futuro diverso.

Ricordiamo inoltre che il ricavato di una prostituta era così da ripartire:

  1. il 50% andava al gestore della casa;
  2. l'altro 50% doveva essere suddiviso con la persona che l’aveva portata a lavorare in quella casa e si occupava dei suoi trasferimenti (il cosiddetto Pappone);
  3. con la parte restante, la ragazza doveva pagare le spese di vitto e alloggio per un utile netto, per così dire, di meno del 25% di ciò che inizialmente veniva ricavato all’inizio.

La chiusura delle case di piacere, a lungo andare, ha dato origine all’attuale problema della prostituzione sulla strada (tanto osteggiata da tutti) o in appartamento, hotel, etc.
E' sufficiente connettersi ad internet o dare un’occhiata a qualsiasi rivista di annunci sotto le voci: bella ragazza cerca amici solventi (specificando degli orari ben precisi) o sotto nomi più o meno celati di accompagnatrici o escort etc. per poter trovare compagnia a pagamento senza nessun tipo di problema.

Come dice il ministro Carfagna "…NON é LEGALE, MA NON é REATO...".

Credo che per tutte le motivazioni sopra elencate sia giunto il momento di alzare un unico coro e di non nascondere più il problema, credo sia giunto il momento di risolvere questo problema!

 

In collaborazione con casedipiacere.it è stata fontada l'associazione Re.P 

L'associazione R.E.P nasce con l'obbiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni sull'importanza di regolarizzare la prostituzione.

Se vuoi far parte del nostro gruppo contattaci scrivendo a casedipiacere.it

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Perchè nasce casedipiacere.it

Il tema della cosiddetta “Regolamentazione” della prostituzione è un argomento sulla bocca di tutti, ma nessuno concretamente ha fatto qualcosa per risolvere definitivamente questo problema.

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il problema viene vissuto, come prima dicevo, almeno a parole da tutti ma al tempo stesso nessuno fa niente o, ancor meglio, tutti sono convinti di non poter fare nulla a riguardo. Non è così perché non possiamo più nasconderci dietro un dito e continuare a mettere la testa sotto la sabbia, ma dobbiamo trovare una soluzione e per fare questo dobbiamo parlare a chiare lettere e confrontarci al fine di trovare delle vere proposte risolutive.

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