RU-468, la pillola del giorno dopo. PDF Stampa E-mail

RU-468, la pillola del giorno dopo.

Scritto da Domenico Salvatore on apr 4th, 2010 archiviato in Cronaca,

RU-468, la pillola del giorno dopo.

SI CHIAMA PILLOLA RU-468, SI LEGGE ABORTO, UN TOURBILLON CHE DURA DA VENTI ANNI, MA ALLA FINE, LA MONTAGNA…ABORTÌ IL TOPOLINO
Domenico Salvatore

Quante volte abbiamo letto nei titoli di testa… La pillola del giorno dopo (Pgd) riferendosi a quel farmaco utilizzato come metodo di contraccezione post-coitale  durante le 72 ore (3 giorni) successive a un rapporto sessuale. Il principale effetto della contraccezione post-coitale che utilizza il progestinico Levonorgestrel è di ritardare o bloccare l’ovulazione. È stato inoltre riscontrato che può impedire la fecondazione inibendo il trasporto degli spermatozoi. Da non confondere con l’RU-486, dal quale si differenzia per principi attivi, tempi di assunzione e meccanismi di azione. La Chiesa cattolica, ha mosso numerose obiezioni di coscienza morale, sull’utilizzo di questo farmaco, sostenendo che in realtà, nient’altro sarebbe se non un aborto realizzato con mezzi chimici. Papa Benedetto XVI si batte affinché il diritto all’obiezione, possa essere riconosciuto ed esercitato legalmente.

Ecco un argomento, la Legge n.194 del 22 maggio 1978, (all’articolo 1 recita…Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non e’ mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che lo aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite), di scottante attualità, di cui se ne parla in tutte le sedi, da almeno una ventina di anni, che non può essere liquidato in quattro e quattr’otto. Ma nemmeno si potrà mettere la testa sotto la sabbia. Mediterraneonline, pardon Melitoonline, dirà la sua, anche su questo tema così importante. Facciamo uno speed flash back… La Genesi ci ricorda… E Dio disse:” Facciamo l’ uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza e abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame e su tutta la terra, e su ogni animale che striscia sulla terra”. E Dio creò l’uomo, a immagine di Dio lo creò; uomo e donna li creò”. Dio li benedisse e Dio disse loro: «Fruttificate e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela e dominate sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo e su tutte le bestie che si muovono sulla terra” E poi  Il Signore Dio, prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.  “Ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non mangerai, perché, quando tu ne mangiassi, certamente morirai». E quando il cherubino con la spada fiammeggiante in mano li cacciò dal Paradiso terrestre, Dio disse ancora…” etiam mulieri: “Afficiam te multis malis: paries liberos in dolore et eris in potestate viri”. Deinde Deus dixit Adamo: “Habebis terram infestam et quaeres victum multo cum labore usque ad interitum”…Tutto cominciò lì, col peccato originale. Adamo ed Eva ed i loro discendenti ne pagarono il fio della colpa (“multis malis”) con: la morte, l’omicidio, il dolore, la sofferenza, il divorzio, l’omosessualità, la sterilità, l’aborto, le malattie e così via. Pillola abortiva 486: un mare magnum di tesi, antitesi e sintesi; dibattiti infiniti che sfiniscono e sfiancano; incontri-scontri sui mass-media; confronti in Parlamento; problemi etico-morali. Aborto, legato e collegato a patologie endocrine e immunitarie malattie infettive, malnutrizione, abuso di droga, alcool, farmaci, età materna a rischio (sotto i 20 anni e sopra i 35)

Ed ecco irrompe l’aborto.. E gl’immancabili, scontati ”consigli per gli acquisti” sulle tecniche di fare l’amore; su dove, come rivolgersi, quando si rimane incinte,… Per l’interruzione di gravidanza potete rivolgervi ai Consultori familiari, al medico di famiglia, a qualunque altro medico oppure alla nostra Associazione; e giù i numeri di telefono.  Molti, corrono ai libri scolastici, ai libri di Medicina, alle reminiscenze scolastiche ed in ultima analisi su internet… ”Non ti vengono le mestruazioni? Se hai rapporti e usi una precauzione come il “coito interrotto” o “la conta dei giorni” è possibile che tu sia incinta. Fin dal primo giorni di ritardo, puoi eseguire un test di gravidanza sulle urine in un laboratorio di analisi pubblico (con la richiesta del tuo medico di famiglia) o privato. E se il test di gravidanza è positivo e vuoi fare una interruzione di gravidanza? E’ necessario, che ti rivolga a un medico, che può essere il ginecologo del consultorio più vicino, ma anche il tuo medico di famiglia o un qualunque medico, di cui ti fidi. Per la legge italiana, l’aborto è consentito nei primi 90 giorni di gestazione (cioè dal primo giorno dell’ultima mestruazione), che corrisponde in termini ecografici, a 12 settimane e 6 giorni.  Il medico è tenuto per legge a esaminare con te altre possibili soluzioni all’aborto e a metterti a conoscenza dei tuoi diritti, se decidi di portare avanti la gravidanza e a parlare con il tuo partner, se lo desideri. Al termine del colloquio la legge prevede, che egli ti inviti a un periodo di riflessione, non inferiore a 7 giorni e che ti rilasci un certificato, che attesti l’avvenuto colloquio. Con il certificato, nell’attesa che i 7 giorni trascorrano, potete cercare l’appuntamento per l’interruzione di gravidanza in una struttura autorizzata all’intervento stesso, sia pubblica che convenzionata. Molti consultori, gestiscono direttamente le liste di attesa degli ospedali, molti altri, hanno accesso alle liste operatorie tenute dagli ospedali. L’ASL o ASP, ha il dovere di garantirvi l’intervento di interruzione di gravidanza o di mettervi in contatto con la struttura più vicina. Qualora il medico, che vi rilascia il certificato riscontri una urgenza, potrà esimervi dalla riflessione di 7 giorni rilasciandovi un certificato con la dizione “urgente”. Se sei minorenne e puoi parlare con i tuoi genitori, essi devono accompagnarti dal medico e firmare con te il certificato previsto. Se invece non puoi o non vuoi parlare con loro, la cosa migliore è che tu ti rivolga al consultorio più vicino. Lì, dopo un colloquio con l’assistente sociale o con lo psicologo, ti verrà rilasciato un certificato, che dovrai portare al giudice tutelare dei minori (ti diranno loro dove trovarlo) che ti autorizzerà a eseguire l’aborto. Ricorda, che in tutte queste procedure, nessuno è autorizzato a contattare i tuoi genitori, a tua insaputa: né il consultorio, né il giudice, né l’ospedale dove eseguirai l’aborto.

La legge italiana, consente l’interruzione della gravidanza oltre i 90 giorni, solo in caso di grave rischio per la salute materna. Anche in caso di gravi malformazioni fetali, si può ottenere l’interruzione della gravidanza, solo con un certificato psichiatrico, che attesti il rischio per la salute mentale della madre. Per questa procedura la cosa migliore, è rivolgersi al consultorio più vicino. Nella maggior parte degli ospedali, è possibile eseguire l’aborto in regime di day hospital. Si entra, si esegue l’intervento e si esce dopo poche ore. E’ possibile di solito, scegliere se eseguirlo in anestesia generale o in anestesia locale; e il metodo più utilizzato è quello di Barman, che prevede l’aspirazione del contenuto uterino, seguita spesso da una cauta pulizia delle pareti dell’utero, con un “cucchiaio” metallico. Ed eccoci all’introduzione in Italia della pillola abortiva RU486, che risparmierebbe a molte donne, il trauma dell’interruzione di gravidanza chirurgica. L’ADUC (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori) ha lanciato una petizione per indurre l’introduzione del farmaco.  L’ammissibilità morale dell’aborto, o interruzione volontaria di gravidanza (IVG) è soggetta in gran parte alle convinzioni etiche, agli orientamenti religiosi, all’idea che una certa cultura abbia di concetti quali l’anima, la vita, eccetera. l’IVG è una pratica autorizzata per legge, in buona parte del mondo, soprattutto in quello occidentale, a discrezione della donna, nei primi mesi della gestazione.  Ed ecco la RU486. Dovrebbe essere Bari, la prima città italiana ad utilizzare, a regime e non più in fase sperimentale, la pillola abortiva Ru486. Il farmaco, potrebbe essere dato già mercoledì prossimo, ad una ragazza di 25 anni ricoverata nella prima clinica ostetrica del Policlinico Giovanni XXIII del capoluogo pugliese. Alcune confezioni, sono in viaggio anche verso la Toscana e all’inizio della prossima settimana, arriveranno nel magazzino, che rifornisce i 18 ospedali del litorale. La Puglia, invece, si è mossa in anticipo.  Il presidente della Regione, Nichi Vendola, ha difeso più volte questo metodo alternativo all’aborto chirurgico. Giovedì scorso è stato il primo giorno in commercio della Ru486: per ora è stata ordinata dall’Entav di Pisa e da un ospedale di Bari.

L’invenzione della Ru486 risale al 1980 in Francia. In Italia, il primo passo lo ha fatto Nicola Blasi, responsabile delle interruzioni di gravidanza del Policlinico barese. Ha presentato richiesta alla direzione sanitaria  Dieci le confezioni in arrivo nella farmacia del Policlinico, con il via libera sia del governatore rieletto Vendola, sia dell’assessore uscente alla Sanità, Tommaso Fiore.  Da tempo, si sono accesi  i riflettori su un caso ormai tutto politico.Centro sinistra e Centrodestra. Cattolici e non cattolici. Neogovernatori leghisti di Veneto e Piemonte. Il dottor Blasi respinge ogni lettura politica e ci tiene a mettere le cose in chiaro: “La procedura, prevede che sia solo e soltanto la donna a scegliere quale strada intraprendere. Noi, verifichiamo l’esistenza dei requisiti per la somministrazione della pillola abortiva. In caso questa verifica abbia esito positivo, prospettiamo alla donna l’alternativa possibile della pillola, rispetto all’aborto chirurgico. Ma la scelta è, e resta solo del paziente. Da parte nostra non c’è alcun tentativo di influire sulla sua decisione”. Dal 9 dicembre del 2009,  il farmaco è stato autorizzato anche in Italia. Durante questi tre anni, la Ru486 è stata somministrata in regime di day hospital, cioè con ricovero durante il giorno e ritorno a casa al massimo in serata. Da mercoledì, invece, la Ru486 sarà somministrata in ambiente protetto, e cioè solo alle donne ricoverate in reparto. La Ru486, può essere distribuita in Italia. Tocca alle Regioni scegliere tra ricovero di tre giorni o day hospital.,Lo rende noto l’azienda produttrice francese Exelgyn che ha delegato la Nordic Pharma Srl alla distribuzione del medicinale ospedaliero nella penisola dal primo aprile. Pillola abortiva, via alle richieste.

La Ru486, può essere distribuita in Italia. Tocca alle Regioni, scegliere tra ricovero di tre giorni o day hospital. La pillola abortiva Ru486, nome commerciale Mifegyne, può essere distribuita in Italia e richiesta dalle farmacie ospedaliere. Lo rende noto, l’azienda produttrice francese Exelgyn, In commercio da più di 20 anni in 30 paesi nel mondo, la pillola (dal) è stata utilizzata da più di un milione e mezzo di pazienti e in Italia è stata autorizzata dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) a esclusivo uso ospedaliero. Qualche settimana fa, il Consiglio Superiore di Sanità, ha deliberato che “come unica modalità di erogazione” della pillola abortiva RU486, ci sia “il ricovero ordinario fino alla verifica dell’espulsione completa” per garantire “la tutela psicofisica della donna e il rispetto della legge 194”. Come ha spiegato Mauro Buscaglia, primario di ginecologia presso il S. Carlo Borromeo di Milano, la Ru486 non sarà da subito negli ospedali, ma “le farmacie ospedaliere potranno avviare la procedura per richiederla. Le prime dosi del farmaco potrebbero tranquillamente arrivare dopo Pasqua”. Le Regioni, stanno procedendo un po’ in ordine sparso e solo alcune hanno già emanato disposizioni in merito. In particolare, Lombardia, Toscana e Veneto, hanno deciso per il ricovero ordinario per tutta la durata dell’interruzione di gravidanza (normalmente tre giorni). Emilia Romagna, Piemonte e Provincia autonoma di Trento, hanno optato per il Day Hospital: in questo caso, scatta però un apposito protocollo, per monitorare la donna, anche al di fuori dell’ospedale, per l’arco di tempo necessario all’aborto. A parte queste sei Regioni, le altre devono ancora predisporre una propria normativa che indichi quale via di somministrazione adottare. Alcuni enti, hanno preferito rimandare la scelta a dopo le elezioni. Altre aspettano indicazioni da Roma. Insomma, c’è chi è favorevole e chi è contrario. Laici e cattolici, si fronteggiano da tempo, non soltanto su questo tema. In Parlamento, gli scontri avvengono con cadenza quotidiana. Sui giornali, alla radio ed in televisione, i leaders fanno sentire la loro opinione. In primo piano anche i pareri dei luminari della Medicina e del diritto. Come dicevamo in premessa, non è argomento, che si possa liquidare in quattro e quattr’otto. L’importante è che se ne parli. Alla fine, la soluzione più efficiente, funzionale ed efficace, eticamente accettabile e condivisibile, verrà fuori. Su una cosa (quasi) tutti concordano: l’ultima parola spetta alla donna. Domenico Salvatore

 

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Il tema della cosiddetta “Regolamentazione” della prostituzione è un argomento sulla bocca di tutti, ma nessuno concretamente ha fatto qualcosa per risolvere definitivamente questo problema.

Personalmente sono dell'opinione che tutti quanti noi stiamo vivendo nell'ipocrisia più totale: 

il problema viene vissuto, come prima dicevo, almeno a parole da tutti ma al tempo stesso nessuno fa niente o, ancor meglio, tutti sono convinti di non poter fare nulla a riguardo. Non è così perché non possiamo più nasconderci dietro un dito e continuare a mettere la testa sotto la sabbia, ma dobbiamo trovare una soluzione e per fare questo dobbiamo parlare a chiare lettere e confrontarci al fine di trovare delle vere proposte risolutive.

Con questo sito vorrei riuscire a formare un gruppo unito e solido per far sì che, in un modo o nell’altro, possa emergere realmente quello che la maggior parte delle persone vuole.

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