Nome utente   Password       Password dimenticata?  Nome utente dimenticato?  Registra nuovo utente

Home Notizie sul sesso a 360° Ultime notizie curiose
notizie curiose
Salò o le 120 giornate di Sodoma Stampa E-mail

Salò o le 120 giornate di Sodoma

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Salò o le 120 giornate di Sodoma
Titolo origin
Niente fonti!
ale
Salò o le 120 giornate di Sodoma
Paese Italia
Anno 1975
Durata 117 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Pier Paolo Pasolini
Soggetto Marchese de Sade (romanzo)
Sceneggiatura Pier Paolo Pasolini, Sergio Citti, Pupi Avati
Interpreti e personaggi
Fotografia Tonino Delli Colli
Montaggio Nino Baragli, Tatiana Casini Morigi, Enzo Ocone
Effetti speciali Alfredo Tiberi
Musiche Pier Paolo Pasolini, Ennio Morricone
Scenografia Dante Ferretti
Costumi Danilo Donati
Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film
« Deliziosa creatura, vuoi le mie mutande sporche, le mie vecchie mutande? Sai che ciò è di una raffinatezza impareggiabile? Vedi come sono sensibile al valore delle cose? Ascolta, angelo mio, io ho il più gran desiderio del mondo di contentarti in questo poiché sai che rispetto i gusti. I capricci, per barocchi che essi siano, li trovo tutti rispettabili. Sia perché non ne siamo arbitri, sia perché anche il più singolare e il più bizzarro, a ben analizzarlo, risale sempre a un principe de délicatesse... e sì, vecchi rottinculo: esprit de délicatesse! »
(Il Monsignore)

Salò o le 120 giornate di Sodoma è l'ultimo film (1975) scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini e si ispira al romanzo del Marchese Donatien Alphonse François De Sade, Le centoventi giornate di Sodoma.

Indice

[nascondi]

Trama [modifica]

Il film è diviso in quattro parti, strutturati in maniera simile a quelli dei gironi infernali danteschi: Antinferno, Girone delle Manie, Girone della Merda e Girone del Sangue.

Antinferno [modifica]

A Salò, durante l'epoca del regime fascista, quattro "Signori", rappresentanti di tutti i Poteri dello Stato, il Duca (quello nobiliare), il Monsignore (quello ecclesiastico), Sua Eccellenza il Presidente della corte d'Appello (quello giudiziario) e il Presidente (quello economico), decidono di recludersi per quattro mesi in una villa isolata dal resto del mondo insieme a un folto gruppo di giovani di entrambi i sessi che verranno usati per soddisfare tutte le loro perversioni sessuali: seguono la sottoscrizione delle regole da parte dei Signori e il loro patto di sangue (ognuno sposa la figlia dell'altro), la cattura dei giovani repubblichini di leva da parte delle SS, e infine la caccia delle vittime da parte dei repubblichini e delle ruffiane al soldo dei quattro Gerarchi. Dopo una lunga e dura selezione (in cui un soggetto veniva respinto per il minimo difetto fisico) vengono scelti nove ragazzi e nove ragazze, di età compresa tra i quindici e i vent'anni. Le vittime vengono caricate poi su dei camion militari e trasportati da Salò fino a Marzabotto, dove si trova l'enorme villa, di proprietà del Duca, scelta per il soggiorno; durante il viaggio un ragazzo del gruppo delle vittime, figlio di partigiani, viene ucciso dopo aver tentato la fuga.

Poco prima di condurre le giovani vittime all'interno della villa, i Signori passano alla lettura dei regolamenti: per centoventi giorni essi saranno autorizzati a disporre indiscriminatamente e liberamente della vita delle loro giovani vittime, le quali dovranno tenere un comportamento di assoluta obbedienza nei confronti dei Signori e delle loro regole.

« Deboli creature incatenate, destinate al nostro piacere, spero non vi siate illusi di trovare qui la ridicola libertà concessa dal mondo esterno. Siete fuori dai confini di ogni legalità. Nessuno sulla Terra sa che voi siete qui. Per tutto quanto riguarda il mondo voi siete già morti! »
(Il Duca)

Ogni giornata si svolgerà nel seguente modo: alle ore sei in punto, tutti dovranno ritrovarsi nella cosiddetta Sala delle Orge, dove tre ex prostitute d'alto borgo, a turno, nella mansione di narratrici, avranno il compito di raccontare le proprie perversioni sessuali con lo scopo di eccitare i Signori e contemporaneamente di "educare" i ragazzi alla soddisfazione dei loro appetiti sessuali; le narratrici saranno accompagnate al pianoforte da una quarta donna che avrà il compito di estetizzare ulteriormente le loro crude ed esplicite narrazioni. La sera, dopo cena, avranno luogo le cosidette "orgie", dove i Signori e tutti i presenti si "accoppieranno" e si "mescoleranno" tra di loro consumando ogni tipo di atto sessuale, anche di natura sodomitica, incestuosa e adultera.

Coloro che commetteranno infrazioni di lieve entità ai regolamenti verranno segnati su un quaderno speciale adibito allo scopo (chiamato "lista") e puniti in un secondo momento; inoltre qualunque uomo che verrà trovato "in flagrante delitto" con una donna riceverà come punizione la perdita di un arto e ogni pratica religiosa sarà bandita, pena la morte.

In questo modo, la piccola comunità che soggiornerà nella villa nei prossimi quattro mesi è composta dai seguenti elementi: i 4 Signori, le 3 narratrici, le 17 vittime (9 ragazze e 8 ragazzi), le 4 figlie, i 4 soldati, i 4 collaborazionisti, la pianista e la servitù.

Girone delle Manie [modifica]

Il primo girone è il Girone delle Manie. In esso, guidati dai racconti della Signora Vaccari, i Signori esercitano una serie di sevizie sui corpi nudi o vestiti degli adolescenti, aiutati e rinforzati dai fedeli repubblichini e dai soldati. Tra le molte sevizie, primeggia quella di farli mangiare a quattro zampe, nudi, latranti come dei cani, degli scampoli di cibo gettati in terra o nelle ciotole, quando alcuni di questi bocconi di cibo sono riempiti, a sorpresa, di chiodi. Durante il Girone un'altra vittima, questa volta una ragazza, viene uccisa per aver disobbedito ai regolamenti.

Girone della Merda [modifica]

Il Girone della Merda, sotto la guida della Signora Maggi, si svolge tutto all'insegna dell'analità, o meglio, dell'oroanalità; accanto alle sempre più fitte chiacchiere erudite dei Signori (che citano a memoria Klossowski, Baudelaire, Proust e Nietzsche) si aggiungono anche "concorsi" per decidere chi ha il "deretano più bello" e scene di coprofagia, coronamento metaforico del film: prima una ragazza viene costretta a mangiare con un cucchiaio gli escrememti che il Duca ha appena defecato come punizione per non essersi concessa a lui, e successivamente, dopo aver obbligato le vittime a non espellere i propri bisogni per giorni interi, tutte le feci prodotte vengono raccolte e servite a tavola durante la cena.

Girone del Sangue [modifica]

Il Girone del Sangue si apre con la scena del matrimonio tra il Duca, l'Eccelenza e il Presidente (vestiti da donne) e tre soldati e celebrata dal Monsignore. La sera, durante il giro d'ispezione notturno, vengono a galla i tradimenti e le violazioni delle regole da parte degli abitanti della villa: un ragazzo del gruppo delle vittime rivela che una ragazza tiene nascosta una foto di un uomo sotto il cuscino, lei a sua volta rivela che due sue compagne fanno l'amore ogni notte, e quest'ultime rivelano che il collaborazionista Ezio si incontra di nascosto con la serva nera, che vengono entrambi sorpresi a fare l'amore e uccisi dai quattro Gerarchi. Successivamente Umberto, una delle vittime, viene scelto come rimpiazzo del collaborazionista ucciso.

Il giorno successivo i Signori annunciano i nomi di coloro che verranno puniti per aver infranto le leggi, ovvero le quattro figlie e undici vittime (sei ragazzi e cinque ragazze), contrassegnati da un fiocco azzurro, e dicendo a tutti quelli che non sono stati nominati che se collaboreranno anche loro alle sevizie verrano riportati vivi a Salò.

In seguito, dopo l'ultima narrazione della Signora Castelli e il suicidio della pianista, i Signori, aiutati dai soldati, dai collaborazionisti e da alcune ex vittime diventate collaboratori a loro volta, si prodigano in balletti isterici e atti sessuali necrofili sulle vittime, in un'orgia progressiva di torture, amputazioni, e varie uccisioni rituali, portando all'apoteosi il loro sentimento di disprezzo reciproco e del mondo.

Mentre fuori dalla villa si compie l'immane carneficina, in una delle stanze interne, due giovanissimi collaborazionisti, annoiati mentre attendono i prossimi ordini, cambiano canale alla radio d'epoca che trasmette i Carmina Burana di Orff, e improvvisano maldestramente, sulla canzonetta degli anni Quaranta Son tanto triste, qualche passo di valzer, e il film si conclude con un dialogo tra i due:

« Come si chiama la tua ragazza?
Margherita. »

Analisi [modifica]

Nel film il "potere" prende le distanze dall'umanità, trasformandola in oggetto e il sesso ha un ruolo fondamentale, un "ruolo metaforico orribile", come dirà lo stesso Pasolini. Secondo Pasolini "il sesso in questo film, sia pure in modo onirico e stravolto, diventa la metafora di ciò che oggi il potere fa dei corpi"[1], descrive la "mercificazione dei corpi da parte del potere" rifacendosi al pensiero di Marx. È soprattutto metafora dell'essenza più intima del potere che per Pasolini è fatta di brutalità, violenza, sopraffazione, viltà e totale certezza dell'impunità. Facendo convergere l'intuizione di Sade sull'attuazione del potere attraverso il controllo del sesso, e l'analisi marxista, Pasolini disvela la correlazione fra la dominazione di classe e la sopraffazione sessuale. Constatando ferocemente e lucidamente la malafede di qualsiasi interpretazione tranquillizzante dello specifico caso italiano e della violenza massificante che il regista vi scorge. Un cambiamento epocale che per Pasolini trasforma anche il sesso, fino ad allora da considerare una risorsa giocosa e liberatrice delle classi subalterne, in un orribile obbligo di massa, imposto da una forza invisibile, a cui tutti si adeguano.

L'altra metafora oscena del film è quella scatologica: direttamente ripresa da Dante, è un'allegoria dell'ansia di uguaglianza nella degradazione consumistica, e simbolo della perversione capitalistica.

La rigorosa collocazione registica dei personaggi nell'inquadratura e la perfezione formale della fotografia negli interni e nei costumi, contrasta, volutamente e in modo netto, con il tema trattato.

Tra i riferimenti stilistici del film va rilevato quello brechtiano per l'utilizzo della tecnica dello straniamento teorizzata appunto da Bertolt Brecht, qui operante attraverso lo stridente e abissale contrasto, volutamente insostenibile, tra l'oscenità del soggetto rappresentato e l'estremo rigore formale ed estetico.

È l'ultimo film di Pasolini che negli ultimi mesi della sua vita, terminata col suo omicidio, sentiva crescere intorno a sé un sentimento di ostilità. In quel periodo Pasolini denunciava lo sfacelo "culturale e antropologico" dell'Italia e delle classi popolari italiane ad opera della spietatezza livellatrice delle classi dominanti: intuizioni che furono meglio recepite solo molti anni dopo la sua morte, a partire dalla fine degli anni ottanta e da numerosi critici e intellettuali considerate potenti e profetiche. Anche in relazione alle sue prese di posizione politiche e intellettuali sulla situazione italiana, le stragi e i misteri di Stato, Pasolini probabilmente temeva per la sua vita. Forse messa in conto la possibilità della sua morte, continuò nella sua indagine come per una sfida finale nei confronti del mondo, convinto più che mai di gettarsi contro l'indifferenza degli italiani e l'assuefazione inculcata dal potere.

Storia del film [modifica]

Trilogia della Morte – Episodio I [modifica]

Dopo la Trilogia della Vita (comprendente Il Decameron, I racconti di Canterbury e Il fiore delle Mille e una notte), Pier Paolo Pasolini ebbe in mente di realizzare una Trilogia della Morte (nome analogo alla Trilogia della morte di Lucio Fulci), dove con altri tre film si sarebbe ribaltato l'ottimismo favolistico dei tre classici tradotti in pellicola (fra il 1971 e il 1974) soprattutto nella componente sessuale: gioiosa e solare nel primo trittico, fredda e raccapricciante nel secondo. Su suggerimento di Sergio Citti, Salò venne scelto come primo episodio e rimase poi l’unico realizzato a causa della tragica prematura morte del regista. L'intenzione di Pasolini, per i motivi che abbiamo visto, era di non risparmiare nulla a livello di violenza e perversione. Benché si trattasse di violenza più simbolica che fisica, e benché l'ossessivo accanimento realistico con cui Sade la descriveva nel suo romanzo fosse effettivamente ridotto, Salò si preannunciò fin dalla lavorazione un film maledetto.

Durante la lavorazione [modifica]

Le riprese, effettuate principalmente nella cinquecentesca Villa Zani a Villimpenta nella primavera del 1975, furono molto difficili; non tanto a livello tecnico (il direttore della fotografia era Tonino Delli Colli) quanto nella direzione degli attori: le scene di omofilia, coprofagia e sadomasochismo richiedevano una pazienza che solo il savoir faire e il carisma di Pasolini rendevano accettabili. La sequenza del cortile, poi, in cui le torture raggiungono il culmine, causò abrasioni e ustioni su alcuni corpi (nudi) dei giovani attori che interpretavano le vittime, e fu forse il momento peggiore del set: lo stesso Pasolini – sempre autocontrollato per ovvie ragioni “rassicurative†– vi tradì qualche imbarazzo e senso di colpa. Tuttavia, si racconta che le pause di lavorazione fossero spesso giocose, con lunghe tavolate nei pasti – a base preferibilmente di risotto – fino ad arrivare a una partita di calcio disputata contro la troupe di Novecento di Bernardo Bertolucci, che girava nelle vicinanze. Essa sancì anche la riconciliazione fra l'allora giovane regista (34 anni) e il suo indiscusso maestro (53) dopo alcuni dissapori seguìti alle generose critiche che quest'ultimo aveva riservato per Ultimo tango a Parigi (1972), senza difenderlo dai drastici provvedimenti della censura.

Uscita del film e censura [modifica]

Il contrappasso per Salò, tuttavia, era ugualmente prossimo a venire: pur evitando il rogo delle bobine come Ultimo tango, l'ultimo film di Pasolini ebbe traversie giudiziarie non meno dure. Proiettato in anteprima al Festival di Parigi il 22 novembre 1975 (Pasolini era morto da tre settimane) il 23 dicembre ottenne il visto-censura per le sale italiane - la prima nazionale fu poi al cinema Majestic di Milano - ma tre settimane dopo venne sequestrato dal Procuratore della Repubblica della stessa città, e si aprì un procedimento penale contro il produttore Alberto Grimaldi. Fu questo l’inizio di un’odissea giudiziaria che durò ben quindici anni: infatti, solo nel 1991 venne riconosciuta piena dignità artistica al film, per altro mantenendone il divieto della visione ai minori di 18 anni. A causa di questo vincolo, il film è tuttora inedito nelle televisioni “in chiaroâ€, mentre per quelle a pagamento, il primo passaggio è avvenuto sul canale Stream il 2 novembre 2000 per i 25 anni della morte di Pasolini.

Reticenza [modifica]

Di coloro che lavorarono in Salò, pochissimi hanno accettato di parlarne negli anni successivi. Ancora più reticenti gli attori non professionisti (cfr. per esempio Franco Merli), tornati subito o quasi nell’anonimato dopo aver preso parte al film.

Curiosità [modifica]

  • Per proteggerli dai possibili problemi giudiziari del film, Pasolini rinunciò a utilizzare due dei suoi attori abituali: Ninetto Davoli, cui inizialmente era assegnato il ruolo di un giovane collaborazionista, e Laura Betti che doveva interpretare (ma poi si limitò a doppiarla) la signora Vaccari. Anche Franco Citti, terzo attore abituale pasoliniano nonché fratello dello sceneggiatore Sergio, non compare nel cast.
  • Oltre alla Betti, altri due amici di Pasolini doppiano una parte. Ma si tratta di doppiatori atipici, come atipici sono gli interpreti. Uno è il regista Marco Bellocchio che presta la voce ad Aldo Valletti (generico di Cinecittà), l'altro è il poeta Giorgio Caproni che la presta a Giorgio Cataldi (amico borgataro del regista).
  • Franco Merli e Ines Pellegrini avevano già recitato nel precedente film di Pasolini Il fiore delle Mille e una notte interpretando due giovanissimi amanti.
  • Il sostituto di Davoli è Claudio Troccoli, un giovane che ricorda il Ninetto dei primi tempi.
  • Nel 2005 si è scoperto che il finale del film era stato concepito diversamente. Dopo la carneficina finale e la serena parentesi dei due ragazzi maschi che ballano ("Come si chiama la tua ragazza?" "Margherita.") si sarebbero dovuti vedere i quattro signori che passeggiano fuori dalla villa e concludono le farneticazioni sulla loro morale.
  • A un primo progetto scritto del film collaborarono Maurizio Costanzo e soprattutto Pupi Avati che fu il deus ex machina della primissima stesura del film.
  • Nel curioso libriccino di B. J. Loz Uccello asinino cercasi (Millelire - Stampa Alternativa, 1995), elenco dei più divertenti annunci erotici italiani (contornati da un comico mini-commento dell'autore), ve n'è uno da Milano che dice: "Ispirandosi al film Salò o le 120 giornate di Sodoma, con le doverose modifiche, padrone ospitale cerca schiave/i minimo 20enni". L'autore commenta: "Speriamo che le modifiche siano in meglio..."
  • Il gruppo extreme metal Cradle of Filth ha citato questo film nel proprio video Babylon A.D., nel quale il cantante Dani Filth è il protagonista.
  • Il gruppo electro/dark wave giapponese Gothika ha usato il titolo 120 Days of Sodom per un suo album del 2007, riprendendo i temi principali di Pasolini.
  • Durante la lavorazione del film, alcune bobine furono rubate, chiedendo un riscatto. Per il montaggio furono usati quindi i "doppi": le stesse scene, girate però da una inquadratura diversa.
 
Zoofilia sul web, 23 prostitute fanno sesso con animali Stampa E-mail
L'Aidaa continua a combattere contro la zoofilia, che si fa largo proprio sul web, dove siti specializzati permettono l'inserimento di annunci raccapriccianti. L'ultimo caso vuole coinvolte ben 23 prostitute, tutte denunciate...
articolo del 26 ottobre 09

Parlare di zoofilia significa indicare nello specifico quella perversione sessuale, che spinge uomini e donne ad eccitarsi solo se uniti carnalmente con animali. Cani e cavalli, secondo recenti indagini, sono i più richiesti ma, nel giro delle preferenze zoofile, persino le galline.

In prima fila, come sempre, l’Aidaa , che tenta di proteggere gli animali, usati durante i più diversi incontri erotici. Lorenzo Croce, che ne è il presidente, ormai da anni combatte una guerra proprio sull’esteso territorio del web, dove i maggiori responsabili sono determinati siti, che permettono l’inserimento di annunci di un certo tipo.

Di recente, 23 prostitute sono state coinvolte in un giro di incontri erotici con animali e denunciate così dall’Aidaa per il reato di maltrattamento sugli animali. Dichiara Croce: “Offrivano le loro prestazioni attraverso una rete di annunci pubblicati su siti internet, specializzati in animal sex, e la prestazione comprendeva l'uso e l'abuso di animali domestici: cani di piccola e grossa taglia, ma anche una gallinaâ€.

Grazie a due pentiti, è stato possibile scoprire un giro di incontri, che ha coinvolto 23 prostitute, le quali avevano l’abitudine di portarsi dietro il cane, per farlo così partecipare ai loro incontri sessuali.

Ovviamente questa è solo la punta dell’iceberg.

Danila Mancini

 
Sesso con animali: in 5 denunciati Stampa E-mail

prigione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

giovedi 13 agosto 2009 da Gianluca Pezzi

L’associazione animalista Aidaa ha inviato 5 denunce contro persone dedite al sesso con animali. Con queste sono in totale 67 le denunce di Aidaa che fanno leva sull’art. 544 del Codice Penale che persegue i maltrattamenti agli animali, perchè ad oggi in Italia la zoofilia in Italia non è reato, quindi il sesso con gli animali non è illegale di per sè.

Le denunce non sono rivolte solo ai protagonisti di pratiche sessuali con animali, ma anche ai gestori di siti web che ospitano annunci “bestialityâ€. Lo squallore non sembra aver fine, perchè sono stati anche denunciati casi di “prostituzione zoofilaâ€, come documentato su Crimeblog anche per altri casi. Si tratta di padroni che “cedono†a pagamento i propri animali per prestazioni sessuali. L’elenco riportato dalla Gazzetta di Parma in questo caso vede 13 cani, 2 cavalli, 3 capre ed un un maiale.

Il presidente di Aidaa Lorenzo Croce, ha messo a disposizione anche un indirizzo email al quale inviare le proprie segnalazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
zooerastia (sesso con animali) Stampa E-mail

Olanda: Stop sesso con animali
La zooerastia deve essere fermata anche negli altri paesi europei!
03-03-2010 - Fonte: Promiseland.it


La zooerastia ossia il sesso con gli animali è una pratica molto diffusa. L’Aidaa (Associazione Italiana per la Difesa di Animali e Ambiente) denuncia che molte persone sono pronte ad offrirsi per fare sesso con gli animali o sono disposte a prestare a pagamento il proprio animale per incontri sessuali e ultima novità anche le prostitute si rendono disponibili a farlo anche con gli animali. La richiesta di incontri di sesso con le più svariate specie è altissima; sul web pullulano siti pornografici dai quali è possibile scaricare a pagamento o gratuitamente filmati, numerosi siti riportano annunci di offerta o richiesta di appuntamenti sessuali e spesso riportano links che collegano direttamente gli utenti ad immagini di pedopornografia accessibili anche ai bambini senza nessun filtro.

In Italia, questa aberrante pratica non è considerata un reato sanzionabile.

Abbiamo appreso il mese scorso che il Parlamento olandese all’unanimità ha dichiarato illegale il sesso con gli animali, anche quando questo avvenga in privato e, ha anche vietato la riproduzione e la diffusione di materiale pornografico con gli animali. Alla notizia diffusa dal sito ufficiale del senato olandese, la stampa europea si è scatenata con un sarcasmo alquanto ridicolo.

Nonostante le critiche, i Paesi Bassi sono gli unici in Europa ad aver vietato legalmente questa attività che sembra essere praticata legittimamente in paesi civili come la Germania, la Svizzera, la Danimarca e la Spagna; questa ultima insieme alla Svezia, si distingue dagli altri paesi Europei per sostenere anche la produzione e la distribuzione di materiale pornografico con animali.Con l’approvazione di questa legge, Madrid è diventata la capitale più licenziosa d’Europa; a pochi passi dalla Puerta del Sol, si possono comprare DVD vietati nella capitale del sesso per antonomasia, Amsterdam.

Paunero Ignacio, presidente di El Rifugio, una delle associazioni di difesa e protezione degli animali più importante della Spagna, ha dichiarato che non è mai stato sollevato il caso ma sarebbe ora di occuparsene, visto che tutto ciò è scandaloso.Henry Gimbernat, professore di diritto penale all’Università Complutense di Madrid, ha controbattuto dicendo che sarebbe sciocco sollevare la questione, visto che "il diritto penale si pronuncia chiaramente su ciò che costituisce reato a sfondo sessuale, nei rapporti con i minori, con i disabili ma non si esprime assolutamente nei confronti degli animali, perché questi ultimi non hanno diritti; perciò chi pratica sesso con gli animali non è punibile, poiché non esiste una vittima. Si tratta semplicemente di una questione morale e la legge non tutela la moralità".Non esistendo una vittima giuridica non esiste un reato e dunque un cittadino può fare ciò che vuole della sua vita sessuale.

Sarebbe il caso di aggiornare il codice penale e riconoscere che anche gli animali devono essere tutelati dalla violenza e dai soprusi degli uomini, anche da quelli sessuali.

Anche in Italia, Lorenzo Croce, direttore dell’Aidaa, sostiene che la zooerastia deve essere circoscritta e fermata. Tutti dovrebbero impegnarsi, a partire dal Ministro degli Interni e della Giustizia, per fare in modo che questa orrenda nonché remunerativa pratica sessuale sia considerata reato. Solo in Italia muove un giro di affari di venti milioni di euro l’anno.

 

http://www.elmundo.es/elmundo/2010/02/08/internacional/1265604648.html

http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITMIE6110P020100202

Autore: Tamara Mastroiaco - Redazione di Promiseland

 
200 orgasmi al giorno Stampa E-mail

LONDRA – Duecento orgasmi al giorno, scatenati da qualunque tipo di vibrazione percepita: dal passaggio di un treno al soffio dell’asciugacapelli, fino al monotono ronzio della fotocopiatrice. Questo il destino di Sarah Carmen, una bella 24enne londinese affetta da “Permanent Sexual Arousal Syndrome†(PSAS) – un disagio che aumenta il flusso sanguigno agli organi sessuali – e che ha deciso di raccontare la sua storia al News of the World.

DOPO GLI ANTI-DEPRESSIVI – «A volte faccio così tanto sesso che mi annoio – ha raccontato la ragazza in un’intervista di 40 minuti, durante la quale ha avuto cinque orgasmi – ma direi che gli uomini con i quali dormo non devono fare grandi sforzi con me, perché raggiungo il piacere molto facilmente». Sarah ha cominciato a soffrire di questa sindrome a 19 anni, dopo che le sono stati prescritti degli antidepressivi. Ed è convinta che quelle pastiglie abbiano in qualche modo contribuito a scatenarle il problema: «Nel giro di un paio di settimane dopo averle prese ho iniziato a sentirmi sempre più eccitata e ad avere orgasmi senza fine. Ricordo che ero a letto con il mio fidanzato, stavamo facendo sesso da ore e lui rimase sconvolto quando si rese conto di quante volte raggiungevo l’orgasmo. Poi, però, successe anche dopo il sesso. Stavo pensando a quello che avevamo fatto a letto e ho cominciato a sentirmi sempre più eccitata, fino a quando sono arrivata al culmine. Per sei mesi ho avuto 150 orgasmi al giorno e adesso sono almeno 200».

VIBRAZIONI E FUGA – La ragazza lavora come e

Sarah, 24enne londinese, è sensibile a qualunque tipo di vibrazione percepita

stetista in un salone dove le vibrazioni degli asciugacapelli e di altri apparecchi simili acutizzano i suoi sintomi. «Ogni cosa mi può scatenare delle pulsioni incontrollate, visto soprattutto gli strumenti che adopero per la mia attività. Alcune delle mie clienti abituali sono a conoscenza del mio problema, ma spiegarlo a quelle nuove non è affatto semplice. Magari sono nel bel mezzo di un trattamento e mi sento arrivare l’orgasmo e, credetemi, è davvero imbarazzante. Ricordo che una volta stavo facendo una ceretta inguinale e non potevo andarmene, così ho fatto finta di avere un crampo al piede per soffocare i sospiri, fino a quando il momento è passato. Ormai le mie colleghe lo sanno: se faccio un colpo di tosse e corro in bagno, portano alla cliente una rivista e una tazza di tè…».

IMBARAZZO – Per le sue amiche, Sarah è fortunatissima («pensano che sia una gran cosa e probabilmente ho più orgasmi io in un solo giorno che loro in un anno»), ma con la sua famiglia la ragazza non ha avuto il coraggio di affrontare la questione. «Mamma e papà pensano che certi miei comportamenti siano un po’ strambi, ma credono che io sia iperattiva». La storia con il ragazzo con cui stava quando scoprì di soffrire di questa sindrome finì dopo qualche mese, ma i successivi partner di Sarah hanno faticato molto a stare dietro alle sue voglie sessuali. «A volte vorrei avere una vita normale, come tutti. La cosa più imbarazzante che mi è successa è stato avere un orgasmo mentre rispondevo a una ricerca di marketing: mi sono dovuta alzare e scappare via». Una volta la ragazza ha partecipato anche a una riunione dei «Sex Addicts’ Anonymous», perché convinta di essere diventata una «sesso dipendente»: «Ma quando sono entrata in quella stanza, ho visto quella gente e ascoltato le loro storie, ho capito che non era davvero il mio caso. Ora sono arrivata alla conclusione che si possa convivere con questa sindrome e sono fortunata, perché tutte le persone sono molto gentili con me e si rendono conto che del mio problema».

INFIAMMAZIONE PELVICA – Cos’è la PSAS? Spiega la dottoressa Hilary Jones al News of the World: «Le donne che soffrono di Permanent Sexual Arousal Syndrome

sentono costantemente la contrazione muscolare che scatena l’orgasmo. Una condizione così rara che gli stessi esperti non riescono a trovare una spiegazione scientifica. Potrebbe essere scatenata da un’infiammazione o da un’infezione nell’area pelvica che stimola il clitoride, mentre qualche psicologo sostiene che la PSAS sia il segnale di una crisi emotiva. In entrambi i casi, comunque, una donna affetta da tale sindrome può soffrire sia nel corpo che nella mente e necessita di assistenza medica e comprensione».

Simona Marchetti
04 novembre 2007(modificato il: 05 novembre 2007)

 
« InizioPrec.12345678910Succ.Fine »

Pagina 1 di 13

Menu

Lascia la tua opinione

Turn off/on Opzioni

ultimo 2 ore 28 minuti fa

0:36 V_2053: che ne dite? lo apriamo un forum interno a casedipiacere? mi basta qualche si :)
11:20 vescovi: ciao atutti spero di arrichire la mia mente con tutti noi
0:09 Andrea78: ciao a tutti
0:08 Andrea78: ciao a tutti
19:31 V_8809: come funziona
19:29 V_8809: (H)
19:28 V_8809: :P
19:27 V_8809: ciao a tutti
19:25 V_8809: sera a tutti
19:20 Chakotay: Ultimamente sono stato in Spagna; là c'è qualcosa che somiglia alle case di tolleranza. Mi piacerebbe conoscere la situazione di Andorra.


Nome: V_4964
Messaggio:


Sondaggio

Regolamentare la prostituzione?
 
Voto totalmente anonimo

Canale Youtube Ufficiale

Banner