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Baby prostituta all' asta sul web |
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Baby prostituta all' asta sul web
10 febbraio 2011 — pagina 6 sezione: PALERMO
RAPIVANO ragazzine minorenni in Romaniae le portavano in Italia dove le tenevano segregate costringendole a prostituirsi. La "prima volta" andava all' asta on line e c' è anche chi ha pagato seimila euro per "aggiudicarsi" la verginità delle ragazze che venivano vendute sul sito web "Gsex". L' indagine della squadra mobile di Messina, partita da un normale controllo su un giro di giovanissime prostitute romene sorprese in strada dagli agenti, ha aperto agli investigatori uno spaccato davvero agghiacciante che ha portato all' emissione di 40 ordini di custodia cautelare a carico di romeni e italiani che avevano messo su un vero e proprio traffico di ragazze che venivano letteralmente ridotte in schiavitù. In 24 sono stati arrestati ieri dagli agenti tra Messina, Palermo, Catania, Siracusa, Milazzo, Caserta, Cosenza, Firenze e Monza. I reati contestati vanno dall' associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione alla tratta di esseri umani, dalla riduzione in schiavitù al sequestro di persona. A rivelare agli investigatori i dettagli più crudi quattro ragazze che hanno avuto il coraggio di collaborare e adesso hanno ottenuto il permesso di soggiornoe il programma di protezione sociale con un lavoro, così come prevede la legge. Dalle intercettazioni disposte dalla Procura è venuta fuori la storia della verginità di una ragazza non ancora diciottenne messa all' asta sul web con proposte partite dagli 800 euro e arrivate fino a 6.000. Le ragazze venivano costrette alla prostituzione con la violenza, sottoposte spesso a veri e propri stupri per ottenere le loro prestazioni. Le indagini hanno accertato che il gruppo, per impedire la fuga delle ragazze, le sorvegliava continuamente attraverso un servizio di ronda ininterrotta. Gli investigatori hanno scoperto che esisteva una sorta di "racket del marciapiedi": si pagavano mille euro al mese per un posto dove battere. Marginale il coinvolgimento degli italiani che avevano solo il compito di accompagnatori delle donne e di fornitori di profilattici. I vertici e gli organizzatori della tratta erano invece romeni. I componenti dell' organizzazione, che riuscivano ad incassare grosse somme, esercitavano sulle ragazze un pesante condizionamento psicologico, minacciandole di procurare del male alle rispettive famiglie rimaste in Romania, picchiandole violentemente ogni qualvolta si ribellavano. Alcune delle ragazze sono state anche costrette ad abortire. Alcune prostitute hanno tentato di ribellarsi e di fuggire: in quattro casi sono riuscite ad allontanarsi dai loro aguzzini e hanno fornito agli inquirenti preziose informazioni da cui sono scaturite le indagini. - ALESSANDRA ZINITI
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