Conegliano-Treviso a luci rosse PDF Stampa E-mail

CHI BATTE LA STRADA?

Conegliano-Treviso a luci rosse? Ti ci accompagno io
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Nessuno dei due ha compiuto 50 anni. Anzi: uno ha appena superato i 40. Sono due professionisti (uno fa l’imprenditore) di cultura medio-alta (diciamo pure “alta”) e di aspetto gradevole (se avete dubbi sul giudizio estetico, aggiungo che hanno una statura dignitosa, un perfetto rapporto peso-altezza, e niente pancia. Vanno regolarmente nei centri estetici, vestono Jeckerson, Cavalli, Tods). Viaggiano in auto di grossa cilindrata, di marca... Uno di loro fuma, l’altro no. Nessuno dei due eccede nel bere. Uno è divorziato (con figli), l’altro è single.

Tutti e due hanno un solo vizio: da almeno vent’anni frequentano delle prostitute. Detto da loro: vanno a puttane. E sanno tutto sulle strade e i locali del sesso libero e/o a pagamento. E si stupiscono che, quando li intervisto per avere una testimonianza vera e diretta su questo mondo che sta ai margini (delle principali vie di traffico), io non sappia nulla di nulla, che io confonda (“ma, dai, scherzi? non è possibile!) i club privée, dove il sesso - anche orgiastico  - si fa per puro divertimento, con gli appartamenti a luci rosse dove il sesso si fa per soldi”.

“Sai quanti uomini in età matura tra Conegliano, Vittorio Veneto, Treviso sono stati almeno una volta con una prostituta?” mi chiede il non-fumatore.  Poiché gli rispondo che non ne ho nessunissima idea, l’idea me la quantifica lui: “Almeno il 90 per cento”. Il che vuol dire – facendo un rapido calcolo – che solo il 10 per cento degli uomini trevigiani non ha mai bazzicato con una donna-da-marciapide. Può essere?

Come fate a contattare una prostituta?
(Per coprire l’identità degli intervistati do loro due nomi fittizi: Massimo 40enne, Paolo non ancora 50enne).
Massimo: Niente di più facile. Vai in internet e, su un motore di ricerca qualunque, digiti escort Treviso o girl Treviso. Sull’homepage ti appaiono foto, numeri di telefono e caratteristiche della ragazza. La scelta è ampia e variegata: ce ne sono per tutti i gusti e per tutte le tasche. Però, per scegliere bene, devi avere una certa esperienza: riconoscere un volto o un corpo autentico da uno ritoccato con photshop…altrimenti ti può capitare la sorpresa.

Cioè?
Che ti apra la porta una donna che con quella della foto non ha proprio niente a che vedere.

E quando non c’era internet, come avveniva il contatto?
Paolo: Un po’ in tutto il Veneto attraverso annunci che trovavi su quotidiani locali o periodici. Ma oggi i giornali non vanno più di moda. Il mercato è sul web. E poi c’era, c’è tuttora, la strada. Sulla Pontebbana l’offerta si è un po’ ridotta negli ultimi anni, ma qualcosa trovi sempre: il 10 per cento del mercato è ancora lì. Un mercato di seconda scelta.

Lontano dalla strada, le prostitute dove lavorano?
Massimo. Negli appartamenti privati.

Appartamenti che condividono con altre colleghe?
No. In genere quando ti presenti all’appuntamento trovi una sola donna. Qualche volta possono essere in due.

E non hanno nessun protettore?
Nell’appartamento sono sole. E’ ovvio che poi intorno c’è qualcuno che controlla il giro.

Ma non è rischioso andare a prostitute?
Paolo. Sì. C’è sempre il pericolo che qualche piccolo rapinatore venga a romperti le scatole mentre sei in auto, ma in appartamento questo non succede. Se invece ti riferisci alla possibilità di prendere qualche malattia, lo escludo: quasi tutte lo fanno col preservativo, io personalmente non l’ho mai fatto senza.

E le multe, le segnalazioni non vi spaventano?
Massimo. Io ho preso qualche multa di 300-400 euro a Padova e Verona. Il giorno dopo, l’ho pagata in posta. Tutto è finito lì. Le segnalazioni non preoccupano: anche quando si viene fermati sulla strada, gli agenti controllano i documenti e poi ti lasciano andare.

A proposito di soldi. Quanto costa andare a putt…a prostitute?
Massimo. Dì pure “a puttane”: non facciamo gli ipocriti sfumando le parole. Le tariffe sono diverse: puoi spendere dai 70-80 euro per un rapporto completo ai 150 o ai 500 se ti porti a casa una escort che magari viene da Milano o Torino. Donne ce ne sono di tutti i tipi e per tutti i gusti.
Paolo. Noi due comunque abbiamo speso tanti di quei soldi per le prostitute che potremmo avere un bel gruzzoletto se li avessimo risparmiati o investiti. Ti assicuro che avremmo potuto comprarci almeno un immobile con il denaro con cui abbiamo pagato le prestazioni sessuali. Tu calcola che entrambi siamo stati con un numero di donne di almeno quattro cifre.
(Cerco di calcolare)

Ma chi sono queste ragazze? Come arrivano a fare questo mestiere?
Massimo. A volte sono donne che hanno un’attività normalissima. O casalinghe che vogliono arrotondare o che hanno bisogno di soldi, non per sopravvivere ma per avere un livello di vita sopra la media. Non credere sia facile per loro fare le prostitute: hanno bisogno di non pensarci per non andare fuori di testa.
Paolo. A volte ti imbatti in prostitute che ti raccontano storie tristissime, strazianti, che ti mostrano tutta la loro disperazione.

Prima o dopo il rapporto sessuale?
Paolo. Dopo. Sempre dopo. A volte però trovi donne che fanno questo mestiere perché amano anche fare sesso.
Massimo. Sono d’accordo.

Le prostitute sono per lo più straniere o italiane?
Massimo. Il rapporto è di 10 a una. Su dieci prostitute, oggi una sola è italiana. Fino a vent’anni fa era il contrario. E comunque le italiane lo fanno meglio. Se parliamo di qualità le italiane nove volte su dieci danno più soddisfazione delle straniere. Partecipano di più, ci mettono impegno. Le senegalesi e le ruandesi, che sono le prostitute più economiche (ti chiedono 30 euro per un rapporto) sulla strada, sono le peggiori (segue descrizione dettagliata di alcuni tipi di prestazione sessuale non ottimale), ma non sono accettabili nemmeno le russe, le ucraine, le ceche: sono distaccate, fredde, glaciali.

E le cinesi?
Massimo. Hanno il loro giro. Si trovano solo in appartamento. Ad alcuni clienti piacciono perché sono piccole, donne da dominare. A me non dicono nulla. Non ci sono mai stato.
Paolo. Anche se le orientali hanno un loro fascino. Io sono stato sia in oriente che in sudamerica, le orientali però sanno apparire più dolci e se hai la fortuna di piacere loro veramente ci fai proprio l’amore.

E un trans l’avete mai contattato?
Massimo. Sì. Mi è capitato qualche volta. E’ stata una sorpresa. I trans in genere sono sudamericani. Sono molto belli: a volte hanno un corpo più bello di quello delle donne e poi trasmettono una grande emozione, anche se non sono molto giovani: hanno dai 25 ai 40 anni.
Paolo. A me è capitato qualche volta e ci sono stato più che altro per curiosità, non sono state comunque esperienze particolarmente eccitanti.

In quali comuni del Trevigiano si “batte” di più?
Massimo. La prostituzione è praticamente inesistente a Vittorio Veneto (una che lavorava in questo comune mi ha detto di essersene dovuta andare perché non c’era richiesta…) o nel Quartier del Piave, ma è diffusissima tra Sacile, Conegliano, Treviso, Mogliano, e poi ci sono le province di Padova e Verona a circoscrivere l’area.

E nei locali di lap-dance si trovano prostitute?
Paolo. No. Si trovano ragazze giovanissime, di 19-22 anni, di nazionalità ceca o ungherese. Ballano e poi si fanno guardare nude. Niente di più.
Massimo (tono concitato). I locali di lap-dance, i club privée non c’entrano nulla con la prostituzione. Sono luoghi di divertimento. Nient’altro. Non bisogna confonderli con la prostituzione che tra l’altro non è un reato in Italia. Il reato è lo sfruttamento della prostituzione.

Ma questi club prive che cosa sono? Dove si trovano?
Massimo. Sulle strade della marca trevigiana ce ne sono quattro, tra Conegliano e Treviso. Sono locali per scambisti. Con una tessera annuale diventi socio e poi, ogni volta che entri, paghi un biglietto d’ingresso.

Quanto costa?
Cento euro se sei single, 15 se entri in coppia: se una coppia sceglie di andare insieme al club spende come se andasse a mangiare una pizza.

E una volta all’interno?
Bevi qualcosa, ti guardi in giro. Se vedi qualcuno che ti interessa fai del sesso.

Di gruppo?
Sì, anche. In quattro, in sei…dipende.

Che età hanno i frequentatori dei locali per scambisti?
Dai 30 ai 50. Ci sono anche delle coppie giovani, a volte. Ma quelle si fanno guardare mentre fanno l’amore, non si lasciano toccare. I clienti che frequentano questi posti sono di estrazione sociale medio-alta. E sono tutti italiani.

Ultima domanda. Voi due perché andate a puttane?
Massimo. Ti assicuro che potrei avere delle compagne bellissime, senza versare un soldo, però alla fine si credono delle superdonne quando invece non lo sono e, anzi, risultano essere problematiche. In me ho una molla che mi spinge verso le prostitute. Una volta mi è capitato di cercarne tre nello stesso giorno. Dopo aver detto no a due donne che ci sarebbero state. Ma questo non vuol dire che se trovassi davvero la donna con cui sto bene, continuerei ad andare a prostitute. Una volta una escort è diventata la mia ragazza e per un lungo periodo sono stato fedelissimo a lei.

Paolo. Devi proprio scriverlo?
(Me lo dice comunque) No.

Massimo. Ma scrivi che andare a puttane è la cosa più triste che uno possa fare. Scrivi che anche se ti porti a casa una escort da 500 euro, dopo aver fatto quello che desideravi fare non vedi l’ora di farla uscire da casa tua e dalla tua vita. Scrivi che ogni rapporto ti lascia la nausea dentro.

Paolo. Sì. Scrivilo forte: andare a prostitute è un’esperienza di merda. Che ti lascia vuoto. Vuoto e stanco e schifato di tutto. E di te stesso. E comunque prima di tutto sono donne che, nella maggior parte dei casi, sono costrette a fare questo lavoro e questo ti fa sentire ancora di più uno sfruttatore. Una confidenza? Sono intenzionato a smettere completamente queste frequentazioni a pagamento anche perché, diciamolo, fare sesso con una donna quando c’è un sentimento reciproco è tutta un’altra cosa.

http://www.oggitreviso.it/chi-batte-strada-19064

 

Regolamentare la Prostituzione?





 

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Perchè nasce casedipiacere.it

Il tema della cosiddetta “Regolamentazione” della prostituzione è un argomento sulla bocca di tutti, ma nessuno concretamente ha fatto qualcosa per risolvere definitivamente questo problema.

Personalmente sono dell'opinione che tutti quanti noi stiamo vivendo nell'ipocrisia più totale: 

il problema viene vissuto, come prima dicevo, almeno a parole da tutti ma al tempo stesso nessuno fa niente o, ancor meglio, tutti sono convinti di non poter fare nulla a riguardo. Non è così perché non possiamo più nasconderci dietro un dito e continuare a mettere la testa sotto la sabbia, ma dobbiamo trovare una soluzione e per fare questo dobbiamo parlare a chiare lettere e confrontarci al fine di trovare delle vere proposte risolutive.

Con questo sito vorrei riuscire a formare un gruppo unito e solido per far sì che, in un modo o nell’altro, possa emergere realmente quello che la maggior parte delle persone vuole.

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