Escort, girls, trans: Milano capitale della prostituzione online
Un grande mercato sommerso: a Milano migliaia di prostitute (escort, girls, trans) offrono le proprie prestazioni via internet.
29/06/2009
C'è un settore che nonostante la crisi continua a tirare. Facile indovinare di cosa stiamo parlando. Il mestiere più antico del mondo, così si suol dire quando si parla di prostituzione, non conosce crisi. La domanda di sesso a pagamento continua ad essere alta: basta passare per certe zone della città dopo una certa ora per rendersene conto. Alcuni quartieri si trasformano in veri e propri distretti del sesso, e a poco valgono le azioni repressive delle forze dell'ordine: quando la domanda di un certo prodotto è forte, c'è sempre un'offerta pronta a soddisfarla. Se la si reprime in un punto, trova sempre il modo di spuntare in un altro. Uno di questi posti è Internet. La rete pullula di siti che altro non sono se non punti di incontro virtuali tra domanda e offerta. Portali della prostituzione online, insomma. Online non nel senso che offrano sesso virtuale, chat piccanti o altre amenità del genere, ma nel senso che le professioniste del sesso utilizzano la rete per promuovere se stesse. Ma le prestazioni che offrono sono reali: le foto e i testi non lasciano adito a dubbi.
Molti di questi portali coprono gran parte del territorio nazionale, ma c'è una città che fa la parte del leone: Milano. Basta navigare un po' per rendersene conto. Ma da oggi c'è anche uno studio dettagliato del fenomeno: è libro-inchiesta di Onelio Francioso "Meretrix, prostituzione e case chiuse nell’era di Internet" (Aliberti, pagg. 173, euro 14). Si tratta cinquecento testimonianze raccolte negli ultimi tre anni a Milano che hanno permesso a Francioso, giornalista e docente universitario, di individuare qualcosa come 47.500 siti italiani di annunci «a luci rosse».
 Uno dei siti più frequentati: le immagini non lasciano molto spazio all'immaginazione
I più conosciuti di questi siti registrano migliaia di visite al giorno, con punte giornaliere di 35mila visitatori solo a Milano, sul sito più frequentato. Nei lanci giornalistici di presentazione del libro, si è parlato di 15.000 prostitute online a Milano (circa 2.500 prostitute con foto on line e oltre 12.000 senza foto). Premesso che le statistiche sulla prostituzione sono stime, e quasi mai facili da fare, la cifra parrebbe un po' esagerata: secondo i calcoli del Parsec, che studia l'argomento almeno dalla metà degli anni '90 e che gode di reputazione anche internazionale, il totale delle sex workers in Italia si aggira attorno alla cifra di 35.000-40.000. Una cifra che comprenderebbe tanto le prostitute che lavorano in strada quanto quelle che lavorano al chiuso (categoria cui appartengono le professioniste che si promuovono su Internet). Anche correggendo al rialzo le stime in considerazione dell'arrivo di molte neocomunitarie romene negli ultimi due anni, considerando che molto approssimativamente possiamo stimare un rapporto di 10 a 7 tra le prostitute di strada e quelle al chiuso, il totale di queste ultime sarebbe, per tutta l'Italia, di circa 28.000. Forse è eccessivo stimare che di queste ben 15.000 siano di base a Milano: più di una ogni cento abitanti, senza contare le prostitute di strada. Quel che è certo è che, per quanto riguarda l'offerta tramite Internet di prestazioni sessuali, Milano batte tutte le altre città.
 Fotografie, descrizione, numero di telefono: ecco come le professioniste del sesso si promuovono in rete
Non è scorretto utilizzare una terminologia economica: al di là dei giudizi morali, quello della prostituzione online è a tutti gli effetti un'espressione di libero mercato, in cui delle professioniste del sesso sfruttano le potenzialità della rete per promuovere se stesse. Ciò non toglie che continui ad esistere il grave problema dello sfruttamento, ma esso riguarda quasi esclusivamente la prostituzione di strada, e anche in quel caso è nettamente prepoderante la percentuale di donne (o di trans) che si prostituisce volontariamente (il che non significa volentieri, ma questo è un altro discorso). In sostanza, mentre proliferano i dibattiti sul dilemma tra tolleranza e repressione, sull'opportunità o meno di riaprire le famose "case chiuse" o se riprendere il modello dei quartieri a "luci rosse", il mercato del sesso si evolve e sbarca sul web, dove domanda e offerta possono incontrarsi più facilmente. Ed ecco quindi un fiorire di siti che offrono contatti di escort, girls, trans. Sono queste le "categorie" canoniche, presenti in tutti i siti, cui si aggiungono "specializzazioni" più o meno particolari: mistress, centri massaggi eccetera. In genere ogni annuncio è corredato di fotografia, e alcuni siti garantiscono l'autenticità delle immagini. Per evitare problemi legali (nella fattispecie lo sfruttamento della prostituzione) i gestori dei siti si cautelano con disclaimer che negano l'accesso ai maggiorenni e che specificano come il loro ruolo si limiti a pubblicare anunci personali.
 In alcuni casi è persino possibile ricercare il "prodotto" per città, quartiere, sesso, caratteristiche fisiche.
In alcuni casi le sex workers utilizzano siti di annunci in cui, oltre alle classiche offerte di lavoro, di case in affitto, di auto usate e altro, si possono trovare nutrite sezioni di annunci personali, in cui l'offerta di prestazioni sessuali è inserita in categorie merceologiche come "massaggi" o sotto etichette apparenetmente neutre come "incontri per adulti". Si tratta di annunci non molto diversi di quelli che si incontrano tuttora su molti quotidiani, anche nazionali. Con la differenza che il linguaggio è in genere un po' più esplicito e che, soprattutto, gli annunci sono di solito corredati da una o più foto. Cio di cui esplicitamente non si parla mai, invece, è di soldi. Ovvii i motivi: le professioniste del sesso non rilasciano scontrino fiscale. Il giro d'affari in una città come Milano è enorme. Una vera e propria economia parallela che muove milioni di euro ogni giorno. Inoltre la prostituzione continua ad avere un trattamento giuridico piuttosto ambiguo, per cui è preferibile evitare guai fingendo che il rapporto non dia luogo a una transazione commerciale. Ma basta fare qualche telefonata per avere, se ce ne fosse bisogno, la conferma che non si tratta di amore platonico: le tariffe si aggirano attorno ai 100 euro per le "incall" (coloro che ricevono a casa propria), molto di più per le "outcall" o "escort", che si spostano presso hotel, motel o presso l'abitazione del cliente.
 Il massimo della professionalità: tariffe dettagliate nei minimi particolari
I prezzi delle prestazioni sono dichiarati esplicitamente solo sui siti personali delle escort. La parola, diventata improvvisamente di moda in Italia in seguito alle disavventure galanti del premier Berlusconi, potrebbe essere tradotta con "accompagnatrice". In effetti, almeno formalmente, una escort si fa pagare per la propria compagnia, non per le proprie prestazioni sessuali. Nei siti personali si leggono avvertenze di questo tipo: "il mio tempo e la mia compagnia hanno un costo. Sono tariffate esclusivamente le mie prestazioni di accompagnamento. Ogni altra interpretazione della mia attività è relativa soltanto ad aspetti peculiari ed esclusivi della mia vita privata, quando la condivido con persone adulte, maggiorenni e consenzienti". Ma è facile capire per che cosa paga davvero il cliente. Le escort rappresentano il "segmento alto" del mercato del sesso. Le prestazioni sessuali che offrono, come è facile intuire, non differiscono da quelle delle altre sex workers, ma in più promettono spesso cultura, capacità di conversazione e maggior tempo a disposizione del cliente(a parte un più alto, ma sempre opinabile, standard di bellezza): si scopre così l'esistenza di un dettagliatissimo tariffario che va dal "one shot" (volgarmente traducibile col vecchio "una botta e via") al cena e dopocena, fino al weekend intero o addirittura al viaggio di più giorni. I siti personali delle escort testimoniano dell'indipendenza delle stesse: si tratta di "libere professioniste" consapevoli e consenzienti, non di emarginate sociali sfruttate. La mercificazione del rapporto sessuale è esplicita, e il livello di sofisticazione del rapporto commerciale è notevole: vengono indicati termini e condizioni di pagamento (per esempio: "gli incontri della durata pari o superiore alle tre ore dovranno essere prenotati almeno 24H prima e dovranno essere confermati con un pagamento pari al 50% della somma") e in molti casi sono previsti versamenti tramite Paypall o Postepay. Molte escort tengono a precisare che i costi non sono trattabili e che le spese di spostamento non sono incluse nel prezzo. Insomma, poco romanticismo (se mai ce ne può essere in rapporti del genere) e molto professionismo.
 Alcuni siti sono vere e proprie community dove i clienti si scambiano recensioni sulle prestazioni ricevute
Il grande mercato del sesso a pagamento si può segmentare per tipo di prestazione e per genere. Escludendo la prostituzione su strada, nel primo caso la grande distinzione è tra le professioniste che lavorano in casa (in genere classificate come "girls") e le escort che si spostano presso il cliente. Quanto al genere i sitispecializzati distinguono le donne (girls), i transessuali e i gay, con le prime a rappresentare la percentuale largamente maggioritaria. Inutile dire che il pubblico è invece esclusivamante maschile, o quasi. A Milano (grande città che offre il non trascurabile vantaggio dell'anonimato tanto alle prostitute quanto ai clienti) l'offerta è forse più ampia che altrove. I siti specializzati sono innumerevoli e vi si può trovare di tutto: transessuali brasiliani ed escort lituane, mature italiane sull'orlo della pensione e studentesse che di tanto in tanto si offrono per arrotondare, centri massaggi cinesi e spogliarelliste caraibiche, travestiti e donne che lavorano in coppia, specialiste del sadomaso e chi più ne ha più ne metta.
La cosa forse può non piacere, ma i moralismi sembrano fuori luogo: tanto sul lato della domanda quanto su quello dell'offerta si tratta di adulti consenzienti e consapevoli, e di tutto si può parlare tranne che di sfruttamento della prostituzione. Esistono persino dei siti in cui le professioiste pubblicano (a pagamento) la propria scheda promozionale con tanto di galleria fotografica e si sottopongono al giudizio dei clienti. Di fatto alcuni portali sono delle vere comunità virtuali in cui i clienti si scambiano dettagliate recensioni sulle prestazioni ricevute e sul rapporto qualità-prezzo. In certi casi alcuni clienti segnalano agli altri che le foto pubblicate sono false o troppo datate.
Naturalmente anche in questi casi i gestori tengono a precisare che il ruolo dei loro siti è solamente vendere spazi pubblicitari, di non essere né delle agenzia di escort, né di essere "in alcun modo coinvolti in affari con le accompagnatrici e la prostituzione". Il più visitato di questi forum ha sede legale in Svizzera e ha dovuto in passato affrontare l'accusa di fomentare la pedofilia. In realtà non c'è mai stata nessuna azione giudiziaria contro il forum e nulla all'interno di esso lascia presagire, almeno a prima vista, che siano coinvolti minori di età. I gestori del sito hanno comunque sempre reagito alle accuse attaccando e minacciando querele per diffamazione. "Questo sito è da anni apertamente schierato contro la pedopornografia, che consideriamo una pratica vergognosa" si legge in home page "e diffidiamo formalmente chiunque dal costruire e/o comunicare e/o diffondere, anche via Web, notizie relative ad un presunto oscuramento del nostro sito e/o a presunti coinvolgimenti dello stesso in questioni concernenti la pedopornografia". Cionondimeno, ci sono stati casi in cui le autorità giudiziarie italiane hanno oscurato dei siti. L'accusa risulterebbe essere però lo sfruttamento della prostituzione e non la diffusione di materiale pedopornografico. L'oscuramento di un sito, tuttavia, è un provvvedimento scarsamente efficace, come è noto. Basta poco per costruirne uno nuovo, magari con sede legale in un altro paese. Se quello della pedofilia è, con tutta probabilità, un falso problema, resta tale quello dell'accesso dei minori a siti del genere: ma anche in questo caso è probabilmente la famiglia a dover educare più che la polizia a dover reprimere. Del resto i minorenni navigano in rete con molta disinvoltura ed hanno accesso a siti con contenuti molto più espliciti, e potenzialmente diseducativi, di un sito di escort.
 Ecco in cosa ci si può imbattere navigando tra i siti di escort
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