domenica 13 settembre 2009 alle 19:38
Con il termine prostituzione si indica l’attività di chi offre prestazioni sessuali, dietro pagamento di un corrispettivo in denaro. L’attività può avere carattere autonomo, professionale, abituale o saltuario.
L’uso del termine non è univoco e, a seconda del Paese, del periodo storico o del contesto socio-culturale, può includere qualsiasi atto sessuale e qualsiasi tipo di compenso (anche non in denaro).
La prostituzione può essere classificata in ampi gruppi, ognuno con le proprie specificità e modalità di esercizio, a seconda del genere o orientamento sessuale di chi offre il servizio o a seconda del servizio offerto. Si hanno dunque la prostituzione femminile, la prostituzione maschile e la prostituzione transessuale.
Ma quanto costa una prestazione sessuale?
Non esistono cifre ufficiali, anche perchè il mercato è molto variegato. Riporto
quindi i prezzi di alcune località occidentali e di zone del mondo che richiamano turismo sessuale. I fattori che fanno variare più sensibilmente il prezzo sono due: il livello delle escort (oggi quelle di lusso si chiamano così) e dove riceve. La prostituzione di livello più basso si trova spesso in strada. Le escort ricevono invece in casa o in hotel, oppure si recano dal cliente. In entrambi i casi, le tariffe lievitano. Riporto le tariffe essenziali e indicative, le varianti sono moltissime.
Amsterdam (Olanda): da 30 a 50 euro per un rapporto orale o tradizionale veloce con le ragazze “in vetrina”.
Salvador de Bahia (Brasile): 15 euro per una prestazione medio-bassa, 100 euro nei locali per turisti.
Parigi (Francia): 200-300 euro l’ora per il sesso a pagamento con vere o sedicenti studentesse. Nella media europea (dai 25 euro in sù) le tariffe per le prostitute di basso livello.
New York (USA): da 50 dollari per una prostituta media a 1.300 dollari l’ora (o più) per una squillo di lusso o una pornostar affermata.
Dhaka (Bangladesh): 20 euro per un’ora, 30 euro tutta la notte.
Cuba: le ragazze possono chiedere dal biglietto dell’ingresso di una discoteca a 50-100 dollari l’ora. Di più. per una nottata di sesso e compagnia.
Tokyo (Giappone): 125 euro per una prestazione media. E’ diffusa anche la prostituzione delle studentesse teen-ager: chiedono 50mila yen (circa 300 euro) per qualche ora.
Madrid (Spagna): dai 50 ai 100 euro (in camera).
Francoforte (Germania): dai 50 ai 100 euro (in camera).
Italia: in strada, da 10 a 50 euro per prestazione. Circa 150-200 euro l’ora per le escort che ricevono in casa. Le tariffe aumentano per le ragazze (poche, per fortuna) che accettano di farlo senza preservativo.
Dati statistici in Italia: secondo un’indagine della commissione Affari sociali della Camera del 2003, le prostitute sarebbero in Italia dalle 50mila alle 70mila. Almeno 25mila sarebbero immigrate, 2mila minorenni e più di 2mila le donne e le ragazze ridotte in schiavitù e costrette a prostituirsi.
Il 65% delle prostitute lavora in strada, il 29,1% in albergo, il resto in case private. Il 94,2% delle prostitute sarebbero donne, il 5% transessuali e lo 0,8% travestiti.
L’indagine non calcola il numero di prostituti maschi o escort. I sondaggi dimostrano anche che la maggiore concentrazione di prostitute è nel milanese con il 40%, e di seguito Torino con il 21%; ciò può essere causato dal maggiore potere economico delle due città e dal maggiore giro d’affari che ne può scaturire.
A poco o nulla valgono le leggi in vigore. Esistono limitazioni e proibizioni. Nei casi più estremi, secondo alcuni codici legali, in particolare di paesi musulmani, la prostituzione è sanzionata con la “pena di morte”. In altri Paesi avviene il fenomeno diametralmente opposto, in quanto le prostitute pagano regolarmente le tasse e sono sindacalizzate, ad esempio nei Paesi Bassi, ed in questi Paesi i bordelli possono farsi pubblicità (anche se le prostitute devono avere raggiunto la maggiore età, generalmente 18 anni)
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